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Il sito della rivoluzione d'Ottobre

Altri bolscevichi

Jaan Anwelt Jaan Anwelt (18 aprile 1884 Orgu, Võisiku vald, Sakala - 11 dicembre 1937 Unione Sovietica). Nato da famiglia contadina, fu educato al seminario di Urievski, successivamente passò l'esame di abilitazione di maestro a S.Pietroburgo dove, nel 1905, iniziò ad insegnare.
Tra il 1907 ed il 1912 studiò giurisprudenza presso l'università della capitale russa.
Fu uno degli editori del giornale bolscevico "Kir".
Il 5 novembre 1917 (23 ottobre dal calendario giuliano), Jaan Anvelt guidò i rivoluzionari bolscevichi durante le rivolte di Tallin, allora capitale dell'Estonia e conquistò il potere politico ed assunse ad interim il governo della città.
Sin dall'ottobre 1917 fu presidente del consiglio esecutivo provinciale estone. Nel febbraio 1918 lavorò come commissario militare della zona del nord e nel novembre 1918 divenne il primo presidente del Soviet dell'Estonia e presidente del Consiglio della Comune dei lavoratori di quel paese (Eesti estone Töörahva Kommuun). Tra il 1919 ed il 21 divenne commissario politico dell'Armata Rossa. Nel 1920 fu nominato membro del Comitato centrale del KPIs.
Tra il 1926 e il 1929 lavorò alla Commissione Accademica Militare. Tra il 1929 e il 1935 fu presidente dei deputati ed in seguito capo del Direttorio Generale della flotta aerea civile. Dal 1935 fu membro e capo della segreteria di una Commissione Internazionale di controllo del Komintern.
Vittima della repressione stalinista, venne ucciso nel 1937 dall'ispettore Langfang.

Fedor Andreyevich Sergeyev, meglio conosciuto come Artem (1883 - 24/7/1921) nacque in una famiglia contadina del villaggio di Glebovo, nella provincia di Kursk. Egli fu espulso per la sua attività rivoluzionaria dalla Scuola Tecnica Superiore di Mosca nel 1901. Entrò a far parte russa del partito socialdemocratico nel 1902 e assunse lo pseudonimo di 'Artem' (in russo si pronuncia Artyom). Dopo sei mesi di reclusione per la partecipazione a manifestazioni studentesche, Artem trascorse due anni a Parigi dove conobbe Lenin. Divenne totalmente fedele all'ala leninista del partito. Tornato in Russia nel 1903, partecipò nel 1905 alla rivoluzione in Ucraina e dal 1906 fu leader dei comitati socialdemocratici regionali di Perm e dell'Oblast degli Urali. Venne arrestato e imprigionato più volte. Nel 1910 riuscì a fuggire da un campo di prigionia siberiano, prima in Corea, poi verso la Cina e, infine, il 14 giugno 1911, con altri cinque russi giunse a Brisbane (Australia). Artem lavorò in vari posti per le ferrovie e divenne un importante leader dei lavoratori russi a Brisbane (alla fine del 1911 furono quasi 800).
Fondò la Sojuz Russkikh Emigrantov (Unione russa di emigranti) nel dicembre 1911 e il giornale in lingua russa Australiiskoye Ekho (L'eco australiano) nel giugno 1912.
Lo sciopero generale dei treni del 1912 diede ad Artem e agli altri rivoluzionari russi l'opportunità di essere attivi nel movimento operaio. Essi formarono un comitato di sciopero. Dorf, un ferroviere russo, fu eletto per la commissione ufficiale del comitato. Nel 1913 Artem entrò nel Partito socialista australiano, adottando ,durante la guerra, una posizione leninista intransigente, sostenendo che il conflitto non avesse nulla a che vedere con le legittime aspirazioni della classe operaia.
Artem lasciò l'Australia subito dopo la rivoluzione di febbraio 1917 e, dopo aver organizzato una dimostrazione per il Primo maggio a Darwin, raggiunse la Russia nel mese di luglio. Fece parte del Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado e del comitato centrale del partito bolscevico. Nel 1920 divenne segretario del partito a Mosca e delegato di commissione per il secondo congresso del Comintern. Più tardi Sergeyev fu presidente del Sovnarkom della repubblica sovietica di Donetsk-Krivoy Rog. Nel 1921 prese la rappresentanza dell'Unione europea dei minatori.
Il 24 luglio 1921 Artem e Paul Freeman perirono in un incidente ferroviario. Artem fu sepolto nella Piazza Rossa a Mosca. Alla città di Artemivsk fu assegnato il suo nome in suo onore nel 1924.

Azizbekov Meshadi Azim-bek-ogly Azizbekov (6 gennaio 1876, Bacu, Azerbaijan - 20 settembre 1918, Turkmenistan).
Nato da una famiglia di muratori, si laureò nel 1908 all'Istituto di Tecnologia di S.Pietroburgo. Partecipò attivamente alla rivoluzione del 1905, come uno dei leader del Partito socialdemocratico.
Nel 1917 fu nominato membro del governo di Bau.
Fu uno dei 26 Commissari della Comune Sovietica di Baku che si installò nella città dopo la rivoluzione di ottobre.
Quando La Comune fu rovesciata dalla Dittatura Centro Caspica, coalizione sostenuta dall'Inghilterra e formata dal Dashnaks (partito politico armeno), dal Partito Socialista-rivoluzionario e dai Menscevichi, Azizbekov ed i suoi compagni, che nel marzo 1918 avevano preso parte alla ribellione per il restaurazione del potere dei Soviet, furono catturati dalle truppe britanniche e fucilati da un plotone di esecuzione fra le stazioni di Pereval e Akhcha-Kuyma della ferrovia transcaucasica.
Il più grande distretto di Bacu e la stazione della metro a Bacu furono intitolati a suo nome, insieme ad una città nella Repubblica Autonoma di Nakhichevan.

Mir Jafar Abbas detto Baghirov (17/9/1896, Quba – 7/5/1956, Baku). Leader comunista dell'SSR di Azerbajgjan dal 1932 fino al 1953, sotto il regime di Joseph Stalin.

Ivan Petrovich Bakayev (1887-16/1/1936). Bolscevico da prima della rivoluzione, divenne capo della GPU di Leningrado. Fu strenuo sostenitore di Zinov’ev ma venne espulso dal partito nel 1927 per le sue posizioni politiche, per essere riammesso una volta accettata la linea staliniana del partito. Accusato di tradimento nel primo processo di Mosca del 1936, fu condannato a morte e giustiziato.

Alexander Beloborodov (1891-1938).

Bonch-Bruevich Vladimir Dmitrievich Bonch-Bruevich (10 Giugno 1873 - 14 Luglio 1955).
Figlio di un tipografo, aderì del partito socialdemocratico russo fin dal 1895 e prese parte ai moti rivoluzionari di S. Pietroburgo del 1905, organizzando dei depositi clandestini di armi. Divenne bolscevico e nel 1917 lavorò nella stazione radio dello Smolny.
Prima dell'ottobre 1920 entrò nell'Ufficio Esecutivo del popolo, dove svolse un ruolo attivo nel processo di nazionalizzazione delle banche e nel processo di trasferimento del governo sovietico a Mosca.
Nel 1918 fu eletto membro dell'Accademia Socialista di Scienze Sociali. Tra il 1918 e il 1920 pubblicò diversi libri sulla storia del movimento rivoluzionario in Russia.
Decorato con l'ordine di Lenin, dal 1933 divenne direttore del museo letterario di Mosca e, tra il 1945 e il 1955 direttore del museo di storia della religione e dell'ateismo dell'Urss, a Leningrado. Tra l'altro fu autore di un classico libro sovietico su Vladimir Lenin.
Il fratello di Vladimir, Mikhail Dmitrievich Bonch-Bruevich (1870- agosto 1956), durante la prima guerra mondiale fu capo di stato maggiore e vice comandante del fronte russo del nord. Dopo la rivoluzione divenne capo di stato maggiore presso il Comando Supremo (1917-18), presidente del supremo consiglio militare e capo del Consiglio militare rivoluzionario.

Boris Berman (?-1938) prestò servizio come Commisario dell'NKVD in Bielorussia fino al 1938; Fratello di Matvei Berman.

Matvei D. Berman. Comandante di gulag e vice Commissario dell'NKVD; fratello di Boris Berman.

Yan Karlovich Berzin Yan Karlovich Berzin (vero nome di Peter Kyuzis) nacque il 13 novembre 1889 nel distretto di Madona, Lettonia.
Si unì al partito socialdemocratico nel 1904. All'età di diciannove anni venne arrestato dalla polizia zarista per aver organizzato un tentativo fallito di attentato contro il capo dell'Okhrana al teatro Bolshoi e condannato a morte. Graziato a causa della sua giovane età, aderì al partito bolscevico subito dopo la sua divisione dai menscevichi.
Arruolato nell'esercito nella prima guerra mondiale, riuscì a disertare e a nascondersi fino all' scoppio della rivoluzione.
Eletto al Comitato Centrale, prese parte alla rivoluzione d'ottobre a Pietrogrado. Lavorò nell'organizzazione centrale del NKVD e nel NKVD della Lettonia, divenendo uno dei principali artefici della strategia del "terrore rosso" e sostenitore della dittatura comunista in Lettonia.
Berzin divenne vice ministro degli affari Interni nella Lettonia sovietica nella primavera del 1919 e organizzò l'Armata Rossa Lettone (divenuta in seguito la 15° Armata). Quando il successo militare dell'Esercito Bianco lo costrinse a prendere il comando della Divisione degli artiglieri lettoni. La sua prima azione fu quelle di far fucilare il comandante precedente davanti alle sue truppe impietrite. La leggenda di questa esecuzione seguì Berzin in seguito, aumentando la sua reputazione di ufficiale nel GPU.
Dall'aprile del 1921 fu vice capo della Direzione dei servizi segreti ma fin dai primi giorni divenne di fatto il capo dell'intelligence militare (ufficialmente fu nominato capo nel marzo 1924). Egli fu uno dei più laboriosi e dotati di talento dell'organizzazione.
Reclutò e diresse personalmente gli ufficiali migliori come Yakov Mrachkovski (Gorev), Moshe Milstein (Mikhail m.), Ruth e Rolf Werner, Richard Sorge, Lev Manevich, Sandor Rado, Karl Ramm, Aino Kuusinen, Ignati Reis e Konstantin Efremov.
Nel 1936 Berzin, ufficialmente designato come principale consigliere militaredel Governo Repubblicano, trasferì la centrale del comando dell'intelligence militare sovietica da Mosca a Madrid, dove, lavorando sotto copertura, effettuò i suoi reclutamenti più importanti. Per sostenere la sua copertura i suoi vice, Uritski e Unshlikht, espletarono a Mosca le sue fuzioni. Al ritorno dalla Spagna egli continuò a condurre i servizi segreti finchè non venne arrestato come spia tedesca il 13 maggio 1938 e giustiziato il 29 luglio.

G.I. Blagonravov . Commissario della fortezza di Pietro-Paolo durante la rivoluzione d'ottobre, prese successivamente parte alla soppressione della rivolta degli studenti militari. Nel 1918 Trotsky gli diede importanti incarichi istituzionali ma il suo comportamento non fu così ligio, tanto che Trotsky fu costretto a punirlo degradandolo. Dal 1922 entrò nello staff dirigenziale della Direzione Politica di Stato (la G.P.U.) e, più tardi divenne uno degli uomini di fiducia di Stalin.

Vassili Konstantinovitch Blücher (detto anche Galine) (1/12/1889 - 9/11/1938). Operaio divenuto bolscevico nel 1916, guidò la 51° divisione dell'Armata Rossa nel 1919. Consigliere militare sovietico in Cina dal 1924 al 1927, fu nominato maresciallo dal 1934. Presiedette il tribunale che giudicò i capi dell'Armata Rossa, tra cui Tucacevskij, nei processi staliniani del 1938, prima di essere incriminato anch'egli e finire tra le vittime delle stesse purghe cui aveva collaborato.

Mikhail Boguslavsky (1886-1937).

Budyonny Semyon Mikhailovich Budyonny (25 aprile 1883, Voronež - 26 ottobre 1973, Mosca) nacque in una povera famiglia di agricoltori nella regione cosacca di Terek (Russia del sud).
Lavorò in una azienda agricola fino al 1903, quando fu arruolato nella cavalleria dell'esercito imperiale russo e impiegato nella guerra Russo-Giapponese del 1905.
Durante la prima guerra mondiale, senza rivestire l'incarico di ufficiale, rimase nel fronte occidentale fino al 1916, quando venne trasferito nel fronte del Caucaso. Quando la rivoluzione russa rovesciò il regime zarista nel 1917, assunse posizioni radicali come molti soldati e divenne uno dei membri principali dei soviet dei soldati del Caucaso.
Allo scoppio della guerra civile(1918) Budyonny organizzò una divisione della cavalleria nella regione del Don, che divenne la prima cavalleria dell'Armata rossa. Questo reparto svolse un ruolo importante nella vittoria della guerra civile spingendo il generale delle armate bianche, Anton Denikin, fino a Mosca.
Budyonny si unì al partito boscevico nel 1919 e strinse i rapporti con Joseph Stalin e Kliment Voroshilov. Nel 1920 la cavalleria guidata da Budyonny prese parte all'invasione della Polonia nella guerra sovietico-polacca, in cui inizialmente spinse le forze polacche fuori dall'Ucraina e successivamente e sfondò il confine sud della Polonia.
In seguito le forze bolsceviche subirono una pesante sconfitta nella battaglia di Varsavia, principalmente perché l'esercito di Budyonny si impantanò a Lwów.
Dopo che la sua cavalleria fu sconfitta nella battaglia di Komarów (una delle battaglie di cavalleria più grandi nella storia), Budyonny venne inviato al sud per combattere i bianchi in Ucraina ed in Crimea. Malgrado la sconfitta in Polonia,alla fine della guerra civile divenne uno degli eroi militari della Russia sovietica.
Budyonny fu considerato uno dei comandanti più coraggiosi e pittoreschi, sebbene conoscesse poco le tattiche della guerra moderna, specialmente l'impatto dei carri armati.
L'eredità della sua esperienza militare si rivelò durante il processo staliniano che coinvolse il generale Tukhachevsky: egli proclamò che il tentativo di quest'ultimo di creare divisioni corazzate conducesse "alla rovina", al che Tukhachevsky replicò: "mi sembra di sognare!".
Budyonny fu nominato Ispettore di cavalleria dell'Armata rossa e ad altre simili cariche onorifiche, rimanendo uno dei collaboratori più intimi di Stalin.Budyonny Nel 1935 divenne uno dei cinque Generalissimi dell'Unione Sovietica. Tre di questi cinque furono uccisi da Stalin durante "l'eliminazione dei fogli inceppati" alla fine degli anni 30: soltanto Budyonny e Voroshilov sopravvissero.
Budyonny nel 1937 divenne comandante del distretto militare di Mosca e guidò una divisione dell'esercito nella guerra Sovietico-Finlandese con i risultati disastrosi. Tuttavia, nel 1940 ottenne il Commissariato del popolo per la Difesa, una carica per la quale si dimostrò abbastanza inadatto.
Tra luglio e settembre 1941 Budyonny fu comandante in capo della Direzione delle armate sovietiche del sud-ovest del paese, impegnate ad affrontare l'invasione tedesca dell'Ucraina iniziata in giugno. Queste forze vennero circondate durante la battaglia di Uman e la battaglia di Kiev. La sconfitta costò all'Unione Sovietica 1.5 milione tra morti e prigionieri: una delle disfatte più grandi nella storia militare russa.
In settembre, Stalin allontanò Budyonny e lo sostituì con Semyon Timoshenko. Egli fu incaricato del Fronte di riserva (settembre-ottobre 1941),in seguito divenne comandante delle truppe del nord del Caucaso (aprile-maggio 1942), comandante del fronte nord del Caucaso (agosto 1942) e della vecchia Cavalleria sovietica (dal 1943).
Malgrado fu responsabile di alcune delle sconfitte più catastrofiche della seconda guerra mondiale per l'Unione Sovietica, continuò a godere della protezione di Stalin e non subì persecuzioni.
Dopo la guerra gli fu permesso di ritirarsi dalla vita militare con l'onorificenza di Eroe dell'Unione Sovietica. Semyon Mikhailovich Budyonny inoltre creò una nuova razza equina che è ancora allevata in Russia: i "cavalli di Budyonny" sono famosi per il loro rendimento negli sport e nella resistenza. La Budenovka, una parte dell'uniforme militare sovietica, venne chiamata così in onore di Semyon Budyonny.

Bulganin Nikolai Alexandrovich Bulganin (11 giugno 1895 Nizhny Novgorod - 24 febbraio 1975, Mosca).
Figlio di un impiegato, sì unì al partito Bolscevico nel 1917 e l'anno successivo venne reclutato nella Cheka, la polizia politica del regime, dove prestò servizio fino al 1922.
Dopo la guerra civile egli divenne responsabile industriale, lavorando nella gestione dell'energia elettrica fino al 1927 e come direttore della centrale elettrica di Mosca dal 1927 al 1931. Tra il 1931 - 1937 fu presidente del comitato esecutivo del Soviet di Mosca.
Nel 1934 il XVII congresso del partito comunista lo elesse candidato al comitato centrale. Dimostratosi uno stalinista leale, Bulganin scalò rapidamente le cariche di potere mentre altri esponenti politici caddero vittima delle purghe di Joseph Stalin negli anni 1937-38.
Nel luglio 1937 venne nominato Primo Ministro della Repubblica russa (RSFSR). L'anno seguente divenne membro titolare del comitato centrale, nel settembre 1938 vicepremier dell'Unione Sovietica e direttore della banca di stato dell'URSS.
Durante la seconda guerra mondiale Bulganin svolse un ruolo influente nel governo e nell'esercito sovietico, anche se non si occupò mai di strategia militare.
Egli prese il grado di Colonnello-Generale e fece parte del Consiglio di Stato per la Difesa. Nel 1944 venne nominato da Stalin vice Commissario per la Difesa e fu uno degli agenti principale del dittatore georgiano nell'Alto Comando dell'esercito. Nel 1946 divenne ministro delle Forze Armate e promosso al grado di Generalissimo dell'Unione Sovietica. Inoltre fu candidato al Politburo del partito comunista, di cui divenne membro nel 1948.
Tra il 1947 e il 1950 fu ancora vice primo ministro dell'Urss. Dopo la morte di Stalin nel marzo 1953, Bulganin nel primo grado della dirigenza sovietica, essendo nominando al Ministro della Difesa. Si alleò con Nikita Khrushchev durante la sua lotta per il potere con Georgy Malenkov e nel febbraio 1955 sostituì lo stesso Malenkov nella carica di Primo Ministro dell'Unione Sovietica.
Sostenitore del programma di riforme e di destalinizzazione di Khrushchev, viaggiò insieme a lui in India, Iugoslavia e Gran-Bretagna, in cui la loro visita venne soprannominata “lo show di K e B„.
Dal 1957, tuttavia, Bulganin si allontanò dalle politiche liberali di Khrushchev aderendo al gruppo conservatore (il cosiddetto “gruppo Anti-Partito„) guidato da Vyacheslav Molotov.
Ma, quando i conservatori provarono a rovesciare Khrushchev ad una riunione del Politburo, Bulganin rimase neutrale. I conservatori furono sconfitti e rimossi dalle loro cariche, Bulganin inizialmente mantenne la sua posizione, ma nel marzo 1958, ad una sessione del Soviet supremo, Khrushchev forzò per ottenere le sue dimissioni.
Nominato presidente della banca di stato sovietica, in settembre Bulganin fu rimosso dal comitato centrale e privato del titolo di Generalissimo.
Inviato a Stavropol (città della Russia sud-occidentale) come presidente del Consiglio economico regionale, una carica simbolica, si ritirò in pensione nel febbraio 1960.

Chicherin Georgy Vasilyevich Chicherin (il 24 novembre 1872, Tambov - 7 luglio 1936, Mosca).
Lontano parente di Aleksandr Pushkin, Georgy nacque in una famiglia aristocratica. Suo padre, Vasily la N. Chicherin, fu un diplomatico al servizio dell'impero russo.
Da giovane si appassionò alla storia e alla musica classica, particolarmente a quella di Richard Wagner, e coltivò le due passioni per tutta la vita. Egli imparò le maggiori lingue europee ed un certo numero di asiatiche.
Dopo la laurea dall'università di S.Pietroburgo in storia e lingue, Chicherin lavorò nell'archivio del ministero russo per gli affari esteri (da 1897 fino al 1903).
Nel 1904 ereditò la proprietà di uno zio (Boris Chicherin) nella regione di Tambov e divenne molto ricco.
Immediatamente usò la sua fortuna per sostenere le attività rivoluzionarie nella rivoluzione del 1905 e, successivamente, fu costretto a fuggire all'estero per evitare l'arresto.
Trascorse i 13 anni successivi in Europa occidentale, principalmente a Londra, Parigi e Berlino, dove si unì alla fazione dei Menscevichi del partito laburista democratico sociale russo ed divenne attivo tra gli emigrati politici.
Con lo scoppio della prima guerra mondiale, Chicherin adottò una posizione pacifista che lo avvicinò ai Bolscevichi del Vladimir Lenin. Nel 1917 fu arrestato dal governo britannico per i suoi scritti antimilitaristi e trascorse alcuni mesi nella prigione di Brixton.
Dopo la rivoluzione d'ottobre il Commissario del popolo per gli Affari Esteri, Leon Trotsky, negoziò lo scambio di Chicherin con alcuni prigionieri britannici (tra cui George Buchanan, l'ambasciatore britannico).
Al suo ritorno in Russia (inizio 1918) Georgy si unì formalmente ai bolscevichi e venne nominato delegato da Trotsky per le trattative che condussero al Trattato di Brest-Litovsk.
All'inizio di marzo 1918 Chicherin divenne vice commissario degli Affari Esteri all'inizio di marzo e nominato formalmente capo dello stesso Commissariato il 30 maggio 1918.
Nel 1922 partecipò al Congresso di Genova ed firmò il Trattato di Rapallo con la Germania. Perseguì una politica di collaborazione con la Germania ed sviluppò strette relazioni di lavoro con Ulrich Graf von Brockdorff-Rantzau (primo ministro degli Esteri della repubblica di Weimar e ambasciatore nell'Urss).
Sebbene fosse conosciuto per il suo impegno nel lavoro, alla fine degli anni venti divenne progressivamente infermo a causa di una malattia e fu sostituito formalmente dal suo vice, Maxim Litvinov, nel 1930.

Ivan D. Chernyakhovsky (1906-1945). Generale dell'Armata rossa.

Fedor [Theodore] Dan (1871-1947). Fu menscevico, membro della commissione editoriale dell'Iskra. Dopo essere stato avversario della maggior parte delle idee bolsceviche ed essere stato esiliato nel 1921, divenne sostenitore del regime. Nel 1943 scrisse la celebre opera "Le origini del bolscevismo", dove sostenne la tesi che il bolscevismo fosse stato scelto dalla storia per essere "il vettore del socialismo. Sposò la sorella di Julius Martov.

Gaioz Devdariani Gaioz Devdariani (2/10/1901–1938). Rivoluzionario georgiano, nacque nel villaggio di Kharagauli in una importante famiglia borghese. Nel 1919 fu arrestato dalle autorità del governo menscevico della Georgia per presunta attività insurrezionale. Venne imprigionato a Metekhi. Riuscì a scappare dalla prigione nel 1920. Nel corso dello stesso anno, sotto le direttive del partito bolscevico, Devdariani fu inviato nell'Ossezia del Sud per sedare una ribellione. Tra il 1921 e il 1923, lavorò in vari ministeri del SSR georgiano.
Rappresentò uno dei più elevati livelli di istruzione tra gli intellettuali georgiano bolscevichi. Per il suo impegno accademico ed educativo divenne Ministro della Pubblica Istruzione nel 1931. Dopo solo un anno come un ministro fu nominato Primo Segretario del Partito Comunista della Georgia SSR. Tuttavia, dopo la sua nomina, Lavrentij Berija (segretario del Partito comunista della Transcaucasia) iniziò una campagna di discredito e provocazioni contro Gaioz.
I fratelli di Gaioz, George Devdariani (comandante di divisione in Transcaucasia) e Shalva Devdariani occuparono importanti posizioni nel SSR georgiano. Essi divennero i primi obiettivi di Beria e Grigoriy Ordzhonikidze. Nel 1933 George Devdariani fu ucciso da uno dei disertori dalla sua divisione, in circostanze oscure. L'anno successivo Shalva venne arrestato a Tbilisi e si dice che venne condannato a morte personalmente da Beria. Dopo aver appreso la sorte di suo fratello Gaioz rassegnò le proprie dimissioni dalle sue cariche istituzionali e si trasferì a Zaporizzhya, in Ucraina. Qui divenne capo di una fabbrica della aviazione militare. Sotto la pressione da Beria, Stalin ordinò l'arresto di Gaioz Devdariani e lo incriminò con l'accusa di aver tramato per assassinare Lavrentij Berija e di avere legami con Leon Trotsky.
Gaioz fu dichiarato "nemico del popolo". Poco prima del suo arresto confidò ai suoi familiari di aver perso ogni fiducia nel regime totalitario di Stalin e dei suoi seguaci e confidò la volontà di emigrare a Laville, in Francia, per aderire al movimento menscevico in esilio di Noe Zhordania. Ma trascorse i suoi ultimi giorni nel carcere di Tbilisi, dove fu giustiziato nel 1938.
Suo figlio, Spartak Devdariani, venne inviato all'Unità militare penale del Fronte orientale dove venne ucciso nel corso dell'Offensiva di Praga (l'ultimo grande scontro della Seconda Guerra Mondiale in Europa, combattuto nei giorni dal 6 all'11 maggio 1945 tra le truppe tedesche e quelle russe sul fronte orientale). Il suo secondogenito David Devdariani fu imprigionato per essere "figlio di un nemico del popolo". Più tardi divenne un politico attivista per l'indipendenza della Georgia e finì in carcere. Venne liberato per ordine di Nikita Khrushchev.
Gaioz Devdariani pubblicò numerosi articoli e libri, di cui il più popolare fu "La storia del comunismo in Georgia".

Simon Dimanstein(1886-1937). Di origine ebraica, dopo la rivoluzione divenne Commissario del Lavoro in Lituania. In seguito occupò l'incarico di Commissario del popolo per le Nazionalità e fu sostenitore dell'insediamento ebraico in Birobidzhan. Come autore lavorò in alcuni periodici di stampo anti-religioso e anti-sionista.

Yakov Naumovich Drobnis (1890 - 1937).

Dzhaparidze Prokopius Aprasionovich Dzhaparidze o Japaridze (1880-1918) studiò all'istituto per gli insegnanti Aleksandrovsk di Tbilisi, avvicinandosi al partito socialdemocratico russo nel 1898.
Fu tra i fondatori dell'organizzazione "Gummet", che diffuse la politica comunista tra i mussulmani dell'Azerbaijan.
Dopo la rivoluzione di febbraio, Dzhaparidze fu membro del Consiglio di Bacu del partito bolscevico; come delegato al sesto congresso del partito, venne nominato candidato del comitato centrale ed divenne membro del Comitato Caucasico.
Dal dicembre 1917 fu vicepresidente e da gennaio a luglio 1918 presidente del Comitato esecutivo del Soviet de Bacu.
Durante il mese di marzo, Dzhaparidze divenne membro del Comitato di difesa rivoluzionaria che represse una rivolta a Bacu; da aprile, fu Commissario per gli Affari Interni e, da giugno, Commissario per l'alimentazione.
Il 20 settembre 1918, fu tra i 26 commissari di Bacu fucilati dalla Dittatura Caspico-Centrale dell'Esercito Bianco.

Dybenko Pavel Efimovic Dybenko (16/2/1889 - 29/7/1938). Nacque nel villaggio ucraino di Lyudkovo, da una famiglia contadina. Dal 1907 partecipò alle prime attività di un gruppo bolscevico prima di trasferirsi a Riga e trovare lavoro come operaio nel porto della città. Cercò di disertare l'arruolamento, ma venne preso dalle autorità zariste e arruolato a forza nella flotta del Baltico (novembre 1911). I primi sei mesi prestò servizio sulla nave "Dvina".
Nel 1912 entrò a far parte del Partito bolscevico. Nel 1915 partecipò alla ammutinamento della corazzata Imperatore Paolo I°. Imprigionato per sei mesi, venne inviato come soldato di fanteria al fronte. Per aver svolto propaganda contro la guerra tra le truppe, fu nuovamente incarcerato per 6 mesi. Liberato dalla rivoluzione di febbraio, divenne presidente del Comitato Centrale della flotta del Mar Baltico. Prese parte attiva nella preparazione e nell'insurrezione dell'Ottobre, entrando nella capitale russa con diecimila marinai.
Dybenko fu nominato Commisario del popolo per gli Affari navali e si occupò,nel 1921, della repressione della rivolta di Kronstadt. Dopo aver combattuto nella guerra civile e ricevuto l'Ordine della Bandiera rossa (la più alta decorazione sovietica per meriti di combatimento), fu nominato ammiraglio della distretto del Mar Nero. Nel 1926 divenne capo dell'intendenza dell'armata rossa, coordinando in seguito, il comando della zona di Taskent; due anni più tardi comandante del distretto militare dell'Asia minore. Legato a Leon Trotsky sin dai tempi della guerra civile, fu arrestato e fucilato durante le grandi purghe staliniane del 1938.

Sultan Medjid Efendiev (26 maggio 1887, Shemakha, Azerbaijan - 21 aprile 1938, Bacu) Figlio di un commerciante, fiancheggiò il movimento rivoluzionario dell'Azerbaijan dal 1902.
Nel 1904 fu uno dei fondatori del partito di Hummet e prese parte attivamente alla rivoluzione del 1905. Nel 1915 si laureò in medicina all'Università di Stato di Kazan. Dopo la rivoluzione di febbraio 1917, divenne membro del Consiglio di Bacu, del Comitato di Hummet e del Consiglio del RSDLP.
Partecipò alla difesa dell'Astrakan e ricevette molti incarichi tra il 1918 e il 1931: divenne Commissario per gli affari del popolo mussulmano transcaucasico, Commissario delle nazionalità del RSFSR, vicepresidente dell'ufficio centrale dell'organizzazione comunista d'Oriente e del comitato centrale del RKP (Partito comunista russo bolscevico).
Nel 1920-1921 fu membro del Consiglio esecutivo di Bacu, commissario straordinario del comitato centrale dell'Azerbaijan, Commissario della provincia di Ganja (comandò la repressione della ribellione anti-bolscevica in Ganja), Commissario del popolo dei territori, commissario del popolo del Commissariato rivoluzionario del Azerbaijan SSR, membro del Comitato centrale del VKP (Unione dei partiti bolscevichi), membro del comitato regionale transcaucasico del VKP, membro del Comitato esecutivo centrale dell'Urss, vice capo (e dal 1931 capo) del Comitato esecutivo Centrale dell'Azerbaijan SSR e uno dei capi del comitato esecutivo centrale della Repubblica Federativa Socialista Sovietica Transcaucasica.
Efendiev fu arrestato, accusato di complotto contro lo stato sovietico, condannato a morte e giustiziato il 21 Aprile 1938. Egli fu riabilitato molti anni dopo.

Ilya Ehrenburg (1891-1967). Ministro della propaganda sovietica durante la II° guerra mondiale, delegato di Moscow al Soviet supremo. Fu brillante scrittore comunista e membro-organizzatore del JAC (Comitato ebraico anti-fascista). Lavorò per il giornale Izvestia ed eseguì ricerche per il NKVD riguardanti la Spagna. Come autore del libro "La nona onda" vinse due premi Stalin.

Shalva Eliava (18/9/1883 – 3/12/1937). Nato in una famiglia nobile impoverita della Georgia occidentale, egli studiò giurisprudenza presso l'Università di Pietroburgo nel 1903, ma fu espulso per il suo coinvolgimento nella proteste studentesche. Nel 1904 entrò nell'ala bolscevica del partito socialdemocratico russo e, nel 1905, partecipò alle rivolte di Tiflis e Kutaisi. Nel 1911 fu inviato in esilio nel Governatorato di Olonets da cui più tardi si trasferì a Pietroburgo e lavorò per la Pravda fino alla sua deportazione a Vologda nel 1915. Dopo lo scoppio della rivoluzione del 1917, presiedette il comitato esecutivo del Vologda e si trasferì a Mosca nel dicembre 1918. Nel 1919, durante la Guerra civile, fu stato inviato nel Turkestan anteriore e, in qualità di membro della Revkom ( "Revolutionary Committee"), contribuito a stabilire un potere sovietico nella regione.
Nel 1920 prestò servizio nel soviet plenipotenziario di Russia in Turchia e in Iran. Durante la guerra con la Repubblica Democratica di Georgia (DRG), nei primi mesi del 1921, fu membro dell'ufficio di presidenza del partito comunista del Caucaso, e membro del Revkom georgiano. Dopo il rovesciamento della DRG, Eliava entrò nel governo SSR della Georgia come Commissario per la Marina militare. Dal gennaio 1923 al giugno 1927, fu a capo del governo georgiano sovietico come un presidente del Consiglio dei commissari del popolo. Dal 1927 al 1930, prestò anche servizio come presidente del Consiglio dei commissari del popolo della Repubblica Transcaucasica socialista federativa sovietica. Nel 1930 divenne vice commissario per il Commercio estero e per l'industria elettrica dell'Unione Sovietica. Eliava contribuì alla sovietizzazione dell'Asia centrale e del Caucaso. Egli venne arrestato nel corso delle Grandi purghe di Stalin e giustiziato nel dicembre 1937.

Avel Safronovich Enukidze Avel Safronovich Enukidze nacque il 19 maggio [7 maggio] 1877.
Esponente bolscevico fin dalla prima ora, fece parte del Comitato centrale del partito a Mosca. Nel 1932 con Mikhail Kalinin e Vyacheslav Molotov firmò la tristemente famosa “legge delle spighette".
Enukidze scrisse un libro sulla storia di un eroe bolscevico ma venne accusato di aver deliberatamente sminuito la figura di Stalin e, nel 1935, espulso dal partito dopo aver partecipato ad un'assemblea plenaria del comitato centrale a Mosca.
Dopo tre anni venne arrestato e condannato a morte, durante i processi staliniani. La condanna fu eseguita il 30 ottobre 1937.

Peter Ermakov (1 [13]dicembre 1884 - 22 maggio 1952, Sverdlovsk) Rivoluzionario russo, fu uno degli organizzatori e dei partecipanti alla esecuzione di Nicola II e della sua famiglia.

Ivan Timofeevich Fioletov Ivan Timofeevich Fioletov (1884-1918) fu uno dei capi del partito bolscevico nell'Azerbaijan durante la rivoluzione russa.
Fioletov nacque in una povera famiglia di agricoltori a Borisoglebsk (Voronezh Oblast, Russia). Nel 1890 la sua famiglia si spostò a Bacu dove egli lavorò come operaio. Divenne membro del partito democratico sociale russo di lavoro nel 1900 e durante la rivoluzione russa del 1905 fu uno degli attivisti del sindacato degli operai delle industrie di Groznyy e Bacu.
Fioletov divenne uno dei 26 Commissari della Comune sovietica di Bacu che si stabilì nella città dopo la rivoluzione di ottobre. Quando la Comune fu rovesciata dal Dittatorato del Caspio centrale, con l'aiuto di una coalizione Britannica, di Socialisti Rivoluzionari e Menscevichi, Fioletov ed i suoi compagni furono catturati e fucilati fra le stazioni della ferrovia transcaucasica di Pereval e Akhcha-Kuyma.
La città di Molokan, situata nel nord dell'Armenia, fu intitolata in suo nome.

Mikhail Vasilyevich Frunze Mikhail Vasilyevich Frunze nacque il 2 Febbraio [21 Gennaio] 1885, in una piccola città all'epoca chiamata Bishkek (Turkestan), da un contadino di origine rumena.
Dopo gli studi nella scuola locale, continuò la sua educazione al Ginnasio di Verny e all'Istituto politecnico di S.Pietroburgo.
Quando era ancora studente aderì all'ala bolscevica del partito socialdemocratico russo del lavoro, e , nel novembre 1904 venne arrestato per aver partecipato ad una dimostrazione politica antigovernativa, che gli costò l'espulsione dalla capitale.
Nel 1915 fuggì dalla Siberia e si rifugiò a Chita dove fondò il giornale Vostochnoe Obozrenie.
Durante la rivoluzione di febbraio guidò i bolscevichi e fu nominato capo della milizia civile della città, prima di divenire presidente del soviet di Bielorussia. Nelle giornate di ottobre fu comandante a Mosca di 2000 Guradie rosse, formate da operai e soldati, che occuparono il Cremlino. Nel 1918 Frunze fu nominato Commissario militare per la provincia di Voznesensk. Durante la guerra civile divenne capo dei contingenti dell'Armata rossa nel sud del paese.
Frunze portò alla sconfitta le forze bianche dell'ammiraglio Kolchak in Siberia e travolse il generale Wrangel nel Caucaso. Inoltre guidò le truppe bolsceviche che espugnarono Khiva e Bukhara nel 1920, che cacciarono i ribelli basmachi dalla Pianura di Fergana, e sconfissero Nestor Makhno in Ucraina.
Nel 1921 divenne membro del Comitato centrale del partito e, nel gennaio 1925, Presidente del Consiglio supremo di guerra, al posto di Trockij. Frunze introdusse importanti innovazioni nell'organizzazione dell'Armata rossa, come il servizio di leva obbligatorio.
Il 31 ottobre 1925, dopo essere sopravvissuto a diversi tentativi di omicidio, morì a Mosca durante un'operazione allo stomaco che gli era stata ordinata ufficialmente da Stalin.

Naftaly Frenkel (1883-1960). Di origine turca, fu membro della Ceka e organizzatore del lavoro dei gulag (a partire dal campo di lavoro forzato delle Isole Solovetskye). Inoltre fu responsabile dei lavori/supervisore del progetto del canale di centoquaranta miglia di Belomor [Mar Bianco-Mar Baltico] in Russia. Il canale, che collegava il Mar Bianco e il Mar Baltico, venne costruito tra il 1931-34 ed impegnò 60000 lavoratori presi tra i detenuti dei gulag. Il progetto costò la vita a molti di essi.

Jacob Fuerstenberg [alias "Ganetzsky"] (1879-1937). Polacco, collaborò con Lenin e svolse un ruolo di importante sostegno nella sua conquista del potere.

Gregory Gershuni (1870-1908). Uno dei primi rivoluzionari in Russia, fu coinvolto in molti assassinii di leader politici russi.

Aleksi "Sasha" Gegechkori (23/11/1887–7/6/1928). Attivista bolscevico georgiano.

Yakov Stanislavovich Ganetsky Yakov Stanislavovich Ganetsky, anche conosciuto come Jakub Fürstenberg (Fuerstenberg), nacque il 15 marzo 1879 a Varsavia, allora parte dell'impero russo, da una famiglia di operai di fabbrica di origine ebrea.
Membro del partito socialdemocratico dal 1896, si trasferì in Germania nel 1901 per frequentare l'università di Berlino, in seguito si spostò ad Heidelberg e Zurigo, lavorando come commesso per mantenere gli studi.
Tra il 1903-1909 fu membro della amministrazione della Socialdemocrazia del regno di Polonia e Lituania(SDKPiL), partecipando ai moti rivoluzionari di Polonia del 1905-1907.
Per le sue attività rivoluzionarie Ganetsky fu arrestato ripetutamente. Dal 1907 divenne membro del comitato centrale del RSDRP(b).
Durante la prima guerra mondiale, in collaborazione con Alexander Parvus e Karl Radek, svolse le trattative segrete con il generale tedesco Staff per organizzare il ritorno di Lenin in Russia.
Dopo la rivoluzione d'ottobre divenne governatore della Banca del popolo del RSFSR. Nel 1920 partecipò ai colloqui di pace con la Polonia, come membro degli affari esteri dello Stato sovietico.
Tra il 1930 e il 1935 fece parte del Bureau del VSNH RSFSR. Dal 1932 al 1935 fu a capo dell'Associazione di Stato della musica, dell'intrattenimento e delle attività circensi. Arrestato nel 1937 come spia, venne fucilato il 26 novembre dello stesso anno.

Anatoli Ilyich Gekker nacque il 25 agosto 1888, nella famiglia di un medico militare di Tiflis (Tbilisi), in Georgia.
Laureatosi nella scuola militare di S.Pietroburgo (1909), partecipò alla prima guerra mondiale. Nel 1917 aderì al partito bolscevico all'esercito rosso.
Egli prese il comando in vari fronti durante la guerra civile. Da marzo all'agosto 1920 egli comandò lo staff delle Forze interne del SFSR russo. Dal settembre 1920 al maggio 1921, condusse l'undicesimo corpo dell'Armata rossa alla conquista dell'Azerbaijan, dell'Armenia e della Georgia. Nel 1929 fu nominato ambasciatore militare sovietico in Turchia.
Nel 1933 fu trasferito al Comando generale dell'armata rossa e nel 1935 promosso a Comcor (Comandante del Corpo).
Fu fucilato il 1 luglio 1937 nel corso delle "eliminazioni dei fogli inceppati" volute da Stalin. La sua figura fu riabilitata nel 1956.

Konstantin Veniaminovich Gey nacque nel 1896 a S.Pietroburgo.
Dal 1916 fece parte del soviet della città di Pskov. Partecipò alla rivoluzione del 1917 e divenne membro del partito bolscevico. Dal 1924 al 1934 fece parte del comitato centrale e fu il primo segretario del comitato del partito in Bielorussia(1930-1932).
Rimosso dalle cariche istituzionale nel 1934, venne arrestato nel 1938 nell'ambito dell'inchiesta per "l'eliminazione dei fogli inceppati" voluta da Stalin. Morì fucilato il 25 febbraio 1939.

L. Ghermanov pseudonimo di Moisey Ilich Frumkin (1878 Gomel, Mogilev - 1939). Rivoluzionario dal 1898, dopo la Rivoluzione d'Ottobre occupò posti di responsabilità nell'apparato statale e del partito. Membro attivo dell'opposizione di destra, fu espulso nel 1937.

Nikolay Fedorovich Gikalo Nikolay Fedorovich Gikalo nacque l'8 marzo 1897 ad Odessa.
Dal 1915 servì l'esercito dell'impero russo e nel 1917 aderì all'RSDLP(b). Egli comandò l'Armata rossa nel conflitto contro i Bianchi nel nord del Caucaso.
Egli fu il primo segretario del Partito comunista dell'Azerbaijan dal 1929 ad agosto 1930, segretario del partito in Uzbekistan (1929) ed in Bielorussia (1932-1937).
Durante le Grandi purghe staliniane Gikalo fu arrestato e accusato di complotto contro lo stato sovietico.
La condanna a morte venne eseguita il 25 aprile 1938. Una città in Cecenia venne in seguito intitolata in suo nome.

Nikolai Pavlovich Glebov-Avilov (11/10/1887, Kaluga-1942). Aderì al partito bolscevico nel 1904. Nel 1910 fu inviato a Bologna per organizzare una scuola di partito. Nell'ottobre 1917 entrò a far parte del consiglio dei commissari del popolo come Commissario delle poste e dei telegrafi. In seguito occupò altri incarichi negli organismi dello stato e del partito.

Jake Golos (1890 - 27/11/1943)

Isidor E. Gukovski (1871-1921). Vecchio bolscevico, dopo la Rivoluzione d'Ottobre divenne Commissario del popolo alle finanze (dal 15.11.1917 al 20.1.1918); negli anni 1919-20 rappresentante plenipotenziario della RSFSR in Estonia.

Sergei Ivanovich Gusev (1874–1933). Socialdemocratico passato nelle fila dei bolscevichi, dal dicembre 1904 a maggio 1905 divenne segretario dell'ufficio del Comitato di partito a S.Pietroburgo, e successivamente a Odessa. Dal gennaio 1906 fu membro del comitato del R.S.D.L.P a Mosca.
Sollevato dagli incarichi militari da Trotzkij, durante la guerra civile, a causa di comportamenti poco chiari, divenne un uomo di fiducia di Stalin. Si distinse per il suo cinismo e per l'impegno nella falsificazione della storia della guerra civile. Dall'inizio del 1924 Gusev giocò il suo ruolo di impassibile calunniatore contro Trotzkij.

Alexander Israel Helphand [alias "Parvus"] (1867-1924). Aiutò Trotzkij a sviluppare la sua teoria della "Rivoluzione permanente".

Huseynov Mirza Davud Bagir detto Huseynov (o Husseynov o Guseynov) nacque nel marzo 1894 a Baku. Rivoluzionario azerbaigiano divenne presidente del Comitato militare rivoluzionario provvisorio sovietico dal 28 aprile al 16 maggio 1920.
In seguito fu vice presidente del comitato rivoluzionario, Commissario Nazionale delle Finanze e Commissario degli Affari Esteri dell'Azerbaigian. Dal 1921, egli divenne contemporaneamente Commissario nazionale delle Finanze, Commissario degli Esteri e vice presidente del Consiglio della RSSF Transcaucasica.
Dal 1930 al 3 novembre 1933, Mirza Caporale fu il primo segretario del Comitato centrale del Partito comunista di Tagikistan. Dal 1934 al 1937 venne nominato amministratore del Dipartimento del Commissariato per l'Istruzione Nazionale del RSSF russa. Durante le Grandi Purghe, Mirza Caporale, fu arrestato e accusato di complotto contro lo stato sovietico.
Condannato a morte, fu giustiziato il 21 marzo 1938.

Lazar Kaganovich (1893-1991). Il primo direttore degli omicidi di massa di Stalin, tenne una serie di incarichi pubblici, tra cui Commissario per i trasporti, l'industria pesante e l'industria di carburante, membro del Politburo. Fu cognato di Stalin e anche il suo principale consigliere; molti ordini di esecuzione portarono la firma di Kaganovich, prova che egli aveva potere di messa a morte di civili. Nel corso del 1930 fu responsabile delle deportazioni dei "nemici dello stato" in Siberia; fu soprannominato il "Lupo del Cremlino" a causa della sua propensione alla violenza. Egli è stato considerato da molti come il più potente uomo di Stalin. Morì di vecchiaia a Mosca.

A. B. Khalatov. Commissario delle pubblicazioni, capo delle assegnazioni di cibo nell'Unione sovietica.

Olga Kameneva Olga Davidovna Kameneva (1881- 11/09/1941) nacque a Yanovka, un piccolo villaggio nella provincia di Kherson (Ucraina).
Una di due figlie di un ricco agricoltore ebreo analfabeta, David Bronstein Leontyevish (o Bronshtein, 1847-1922) e di Anna Bronstein (?-1910). Anche se di famiglia religiosa Olga non fu mai obbligata all'osservanza dei precetti della fede. Aderì al partito socialdemocratico russo nel 1902 e presto sposò Lev Kamenev, un compagno rivoluzionario marxista. Nel 1908, quando Lev Kamenev terminò la sua detenzione, i due coniugi partirono per Ginevra e poi Parigi, dove Lev Kamenev divenne uno dei maggiori collaboratori di Vladimir Lenin. La coppia collaborò alla redazione della rivista bolscevica "Proletariy". Nel gennaio 1914 i coniugi Kamenev si trasferirono a San Pietroburgo, in modo che Lev potesse seguire la direzione del giornale "Pravda" e capeggiare la fazione bolscevica nella Duma.
Nei primi mesi del 1918 Olga Kameneva divenne responsabile della Divisione del Teatro Division (TEO) del Commissariato per l'Istruzione. Lavorò con il regista teatrale e teorico Vsevolod Emil'evic Mejerchol'd, cercando di radicare e nazionalizzare il teatro russo. Tuttavia Meyerhold si ammalò di tubercolosi nel maggio 1919 e dovette trasferirsi nel sud del paese. Il suo incarico fu preso dal capo del Commissariato, Anatoly Lunacharsky, al quale Lenin garantì il permesso di rivedere la politica d'avanguardia in favore del teatro tradizionale. Olga Kameneva fu sollevata dal suo incarico nel mese di giugno.
Dal mese di ottobre 1919, la Kameneva divenne membro del consiglio di amministrazione della sezione femminile del Partito comunista sovietico. Nel 1920 appoggiò il Commissario della sanità pubblica, Nikolai Semashko, nella sua battaglia contro la contraccezione, dichiarata come "certamente nociva".
Tra il 1921-1923 fu una dei principali membri della Commissione centrale per la Lotta contro le conseguenze della carestia e gestì una campagna di propaganda nella stampa sovietica, contro l'Amministrazione Americana di Soccorso (ARA) promossa dal presidente Herbert Hoover. Nel 1923-1925 fu capo della Commissione di soccorso degli Esteri (KZP), una commissione governativa di breve durata che regolamentò e successivamente liquidò gli istituti occidentali di beneficenza.
Tra il 1926-1928 lavorò in qualità di presidente della Società dell'URSS per le relazioni culturali con l'estero ( "Voks"). In tale veste accolse molti visitatori occidentali in Unione Sovietica, come Le Corbusier e Theodore Dreiser, rappresentò lo stato in celebrazioni culturali, come la commemorazione a Vienna del centenario della morte di Ludwig van Beethoven (marzo-aprile 1927). Durante il 1920 organizzò un importante salone letterario a Mosca.
In quegli anni la tranquillità familiare dei Kamenev si sgretolò a causa dello scandalo provocato dalla relazione che il marito ebbe con la scultrice britannica Clare Frewen Sheridan (1920). Alla fine di quell'anno Lev Kamenev lasciò sua moglie per Tatiana Glebova, con la quale ebbe in seguito un figlio, Vladimir Glebov (1929-1994).
Olga perse rapidamente la sua influenza dopo l'avvento al potere di Stalin. Il 27 luglio 1935 l'NKVD (la polizia segreta sovietica) proibì il suo Comitato Speciale di Mosca e Leningrado per 5 anni. Dopo l'esecuzione di Lev Kamenev il 25 agosto 1936, anche Olga venne arrestata e imprigionata. Il loro figlio più giovane, Yu. L. Kamenev, venne giustiziato il 30 gennaio 1938, all'età di 17 anni. Il figlio più anziano, A.L. Kamenev, funzionario delle forze aeree, fu giustiziato il 15 luglio 1939 all'età di 33 anni.
Olga Kameneva fu fucilata, su ordine di Stalin, l'11 settembre 1941 nella foresta di Medvedev vicino Orel, insieme a Christian Rakovsky, Maria Spiridonova e 160 altri prigionieri politici di spicco.

Boris Davidovich Kamkov (pseudonimo di Kats) (1885-1938). Statista di professione, fu membro del partito dei socialisti-rivoluzionari, che appoggiarono i bolscevichi nella Rivoluzione d'Ottobre, ma fu uno dei fondatori e capi dell'area dei "socialisti-rivoluzionari di sinistra", che si opposero al trattato di pace di Brest-Litovsk.

Kamo Kamo pseudonimo di Simon Ter-Petrossian (15 (27) maggio 1882, Gori - 14 luglio 1922, Tiflis). Amico d'infanzia di Stalin, fu organizzatore della stampa clandestina bolscevica e corriere all'estero di materiale promozionale e di armi.
Divennero celebri le sue capacità di mascherarsi: famoso fu il ruolo che ebbe nella rapina che del 12 giugno 1907 in Piazza Erivan (attualmente Piazza Libertà) a Tbilisi, il cui scopo era quello di raccogliere fondi per la causa bolscevica.
Quattro volte venne condannato a morte. Arrestato dalle autorità tedesche, fu incarcerato a Berlino. Kamo si guadagnò il suo soprannome da Stalin, quando, cercando di imparare il russo, pronunciava la parola russa "komu" (che significa "a chi") come "Kamo".
Egli perì investito da un'automobile, in circostanze oscure. Dal 1959 al 1996 il nome di "Kamo" è stato dato ad una città dell'Armenia (ora Gavar).

Vladimir A. Karelin (23 febbraio 1891, Smolensk - 1938). Avvocato e giornalista fu fondatore e membro del Comitato Centrale del partito dei "socialisti-rivoluzionari di sinistra".

Sergey Kavtaradze (15/8/1885-17/10/1971)

Platen M. Kerzhentsev (1881-1940) Bolscevico dal 1904, ricoprì vari ruoli letterari e culturali nel governo sovietico, compreso un posto di rilievo nella radio sovietica. Fu presidente del Consiglio di Rabkrin per l'Organizzazione scientifica del lavoro dal 1923 al 1924. Redattore della Vremya, giornale della "Lega del tempo", un'organizzazione che promuove la razionalizzazione del lavoro in funzione del tempo occupato.

Alexandra Petrovna Kim (22/2/1885 - 16/9/1918)

Aleksey Semenovich Kiselev (1879-30 ottobre 1937). Nato vicino a Ivanovo-Voznesensk, entrò a far parte russa del partito socialdemocratico russo nel 1898 e lavorò per lo stesso a Voznesensk Ivanovo, Mosca, Kharkov, Baku e Odessa. Egli fu arrestato in più occasioni. Nel 1914, Kiselev divenne membro del Comitato Centrale del partito bolscevico, poco dopo venne nuovamente arrestato e inviato alla detenzione in Siberia.
Liberato dopo la Rivoluzione di febbraio, tornò nella Russia occidentale e riprese il suo posto nel Comitato Centrale. In seguito, tra il 1917 e il 1934, divenne solo un membro supplente del Comitato.
Nel 1920 Kiselev sostenne "L'Opposizione dei lavoratori", schieramento dichiarato fuori legge in quanto non conforme alla disciplina di partito. Nel 1923-1924 prestò servizio in qualità di membro del Presidium della TSKK (Commissione centrale di controllo del Partito comunista). Nel 1923 divenne anche Ispettore della Ceka del SFSR (Repubblica Socialista Sovietica Federata).
Con Joseph Stalin al potere, il 7 settembre 1937, dopo 20 anni di servizio per il governo, Kiselev fu arrestato per una presunta appartenenza ad una "organizzazione anti-sovietica". Kiselev venne giustiziato immediatamente dopo il suo arresto (a Mosca). Egli è stato tra le prime vittime di Stalin ad essere riabilitato, nel 1956.

Gustav Klinger (1876 - 1937?). Klinger aderì al Partito bolscevico nel 1917 poco prima della rivoluzione ed è stato il leader del governo sovietico del Volga (1918). Divenne responsabile per la fondazione della nuova Internazionale comunista del 1919, e fu eletto nel Comitato esecutivo del Comintern nel 1920. Klinger ricoprì vari incarichi di governo negli anni successivi. Fu ucciso durante la purghe staliniane, probabilmente nel 1937.

A. L. Kolegaiev (1887-1937) Socialista-rivoluzionario di sinistra, nel dicembre 1917 entrò nel governo sovietico come commissario del popolo all'agricoltura. Nel marzo 1918 usci dal Consiglio dei commissari del popolo essendo in disaccordo con la pace di Brest-Litovsk. Dopo la soppressione della rivolta dei socialisti-rivoluzionari di sinistra, usci dal partito per entrare nel PC(b)R. Nel 1920 fu membro del collegio del Commissariato del popolo per le vie di comunicazione.

Mikhail Koltsov. Uno dei maggiori giornalisti comunisti in Russia.

Grigory Nikolayevich Korganov (Korganashvili) (30 luglio 1886, Tiflis - 20 settembre 1918, Turkmenistan). Fu attivista comunista georgiano, uno dei 26 commissari di Baku e leader bolscevico in Azerbaigian durante la rivoluzione russa.
Korganov nacque a Tiflis nella famiglia di un ufficiale militare. Dal 1907 frequentò l'Università di Mosca e divenne capo di un'associazione rivoluzionaria del Caucaso, ma venne espulso dal corso di laurea a causa della sua attività politica.
Dopo aver terminato gli studi nel 1914, prestò servizio nell'esercito in qualità di ufficiale. Durante la prima guerra mondiale venne inviato nel Caucaso dove continuò la propaganda rivoluzionaria tra le truppe. Dopo la Rivoluzione d'ottobre divenne presidente dell'Esercito Rivoluzionario del Caucaso e, da marzo 1918, membro del Comitato di Difesa rivoluzionaria di Baku. Da aprile 1918 fu commissario della marina di Baku e in seguito capo delle forze armate sovietiche.
Quando la comune di Baku fu rovesciata, Korganov e suoi compagni furono catturati dalle truppe britanniche e fucilati tra le stazioni della ferrovia transcaucasica di Pereval e Akhcha-Kuyma.

Kosior Stanislav Kosior (o Kossior) (18 [6] novembre 1889 – 26 febbraio 1939). Stanislaw nacque a Wegrów, una città della Polonia all'epoca facente parte del governatorato dell'Impero russo, da una famiglia di operai. A causa delle ristrettezze economiche fu stato costretto a trasferirsi giovanissimo a Yuzovka (ora Donetsk), dove trovò impiego in una acciaieria. Nel 1907 entrò a far parte del patito socialdemocratico russo e rapidamente divenne il capo della sezione locale del partito. Nel 1913 si trasferì a Mosca e poi a Kiev e a Kharkiv, dove guidò la formazione di organizzazioni locali comuniste. Nel 1915 venne arrestato dall'Okhrana e confinato in Siberia.
Dopo la Rivoluzione febbraio si trasferì a San Pietroburgo, dove diresse la sezione locale dei bolscevichi e la commissione municipale di Narva (la più grande città dell'Estonia). Dopo la Rivoluzione d'ottobre Kosior venne inviato a propagandare la causa bolscevica tra le truppe del Ober-Ost (amministrazione militare tedesca operativa durante la Prima guerra mondiale che governò una grande parte delle aree tedesche dell'Impero russo in Curlandia, in Lituania e nelle aree polacche di Augustów e Suwalki) e dell'Ucraina.
Dopo il Trattato di pace di Brest-Litovsk si trasferì nuovamente in Russia, dove divenne nel 1922 segretario del ramo siberiano del partito comunista. Tra 1925 e 1928 fu segretario del comitato centrale del partito e, nel 1928, segretario generale del Partito comunista della Repubblica socialista sovietica ucraina. Tra i suoi compiti ci furono la conduzione della collettivizzazione forzata dell'agricoltura che causò la terribile carestia del 1931-1932 in Ucraina (l'Holodomor) .
Nel 1930 fu ammesso nel Politburo e nel 1935 venne insignito dell'Ordine di Lenin. Nel gennaio 1938 divenne capo del Ufficio di controllo sovietico e vice Primo Ministro dell'URSS.
Tuttavia, con l'avvento delle Grandi Purghe, con ordinanza firmata da Joseph Stalin, il 3 maggio 1938 Kosior fu sollevato da tutti i soui incarichi istituzionali e arrestato dalla NKVD. Il 26 febbraio 1939 fu condannato a morte, la sentenza venne eseguita lo stesso giorno. Egli è stato riabilitato il 14 marzo 1956.

Krasikov Pyotr Ananyevich Krasikov (5 ottobre 1870 - 20 agosto 1939). Entrato nella politica rivoluzionaria dal 1892, aderì subito al gruppo marxista "Emancipazione del lavoro". Più tardi entrò a far parte del RSDLP. Dopo la rivoluzione lavorò alla creazione del sistema giuridico sovietico, insieme con Andrey Vyshinsky. Divenne vice-commissario del popolo per la Giustizia dal 1918, Procuratore della Corte suprema dal 1924, e vice-presidente della Corte Suprema, tra il 1933-1938. Egli fu uno dei pochi bolscevichi che morì per cause naturali.

Krasin Leonid Borisovich Krasin (1870 – 24 Novembre 1926). Entrò nel Partito socialdemocratico del Lavoro negli ultimi anni del XIX° secolo. Si laureò a ll'Istituto tecnologico di Kharkov nel 1901.
Nel 1903 Krasin sostenne i bolscevichi contro i menscevichi, tanto da essere eletto al Comitato Centrale nello stesso anno. Nel 1908 lasciò la Russia e si ritirò dall'attività politica per molti anni, ma dopo la Rivoluzione di febbraio si riunì ai bolscevichi. Nel governo bolscevico russo, Krasin divenne Commissario per il commercio con l'estero, tra il 1920 e il 1924.
Nel 1924 venne eletto alla Commissione centrale del Partito comunista, un incarico che ricoprì fino alla sua morte a Londra, a causa di una infezione del sangue. I rimedi proposti dal suo vecchio amico, il medico Alexander Bogdanov, non riuscirono a salvarlo.
Egli lasciò in Inghilterra una moglie e tre figlie. La processione funebre di Krasin, tre giorni dopo la sua morte, vide la partecipazione di 6000 persone, molti di loro simpatizzanti bolscevichi. Il suo corpo venne cremato al Crematorio di Golders Green prima di essere tumulato a Mosca. Il suo posto a Londra fu preso da Christian Rakovsky. Due famose rompighiaccio sovietiche vennero dedicate al nome di Krasin.

Krasnoshchyokov Alexander Mikhailovich Krasnoshchyokov (pseudonimo di Avraam Russo Moiseevich Krasnoshchyok) nacque il 10 ottobre 1880 a Cernobyl. Si unì al RSDRP nel 1897. Dopo due arresti lasciò l'impero russo per gli Stati Uniti nel 1903. Entrò a far parte del Partito socialista del lavoro d'America e iniziò gli studi in legge presso l'Università di Chicago, la Law School. Nel 1912 Alexander si laureò presso l'Università e iniziò a lavorare come un avvocato.
Nel mese di agosto 1917 tornò in Russia e si unì ai bolscevichi e, dopo la rivoluzione, venne inviato nell'estremo oriente russo per stabilirvi le nuove istituzioni sovietiche. Fu catturato dalle truppe dell'ammiraglio Kolchak ad Irkutsk, il 1° maggio 1919. Alla fine di dicembre 1919, quando Irkutsk cadde sotto il controllo dei bolscevichi, Alexander Krasnoshchyokov venne rilasciato e divenne capo del Gubkom (Comitato regionale di partito) di Irkutsk del Pc(b).
Fu membro dell'ufficio politico del partito comunista dal 3 marzo 1920. Dal 6 aprile 1920 al 15 agosto 1921 Alexander Krasnoshchyokov occupò il posto di primo Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri (da agosto 1920 al 26 aprile 1921) della Repubblica dell'Estremo Oriente, creata a seguito di una direttiva di Lenin (6 aprile 1920), come uno stato cuscinetto (solo formalmente indipendente) con lo scopo di evitare lo scontro bellico tra la Repubblica Socialista Sovietica Federata e i territori occupati dal Giappone. Grazie al suo impegno, l'accodo di Gongota del 1920, firmato con il Corpo di Spedizione giapponese, permise ai bolscevichi di liberare la regione montuosa ad est del lago Baikal (Transbaikal), dalle truppe di Grigory Semyonov (capitano dei cosacchi che cercò di impossessarsi del potere in Mongolia con l'appoggio del comandante Roman von Ungern-Sternberg).
Dopo le sue dimissioni Alexander lavorò per il Commissariato delle Finanze e dell'Agricoltura. Venne arrestato il 16 luglio 1937, durante le Purghe staliniane, e fucilato il 26 novembre di quello stesso anno a Mosca. Fu riabilitato nel 1956, tre anni dopo la morte di Stalin.

G.M. Krgigianovski (1872-1959) Scienziato ed esponente del partito comunista dell'Urss. Nel 1920 fu capo della Commissione per l'elettrificazione della Russia (GOELRO).

Valerian Vladimirovich Kuybyshev (anche Kuihyshev) (6 Giugno (25 Maggio) 1888, Omsk; 25 gennaio 1935, Mosca) Rivoluzionario bolscevico, divenne comandante dell'armata rossa durante la guerra civile. Tra il 1928 e il 1930 fu presidente del Concilio supremo dell'Economina nazionale, tra il 1928 e il 1930 capo del Gosplan. Divenne un fervente stalinista ma, nonostante la sua fedeltà, le cause della sua morte restano oscure.

Lev Inzhir. Commissario per il trasferimento nei campi di sterminio sovietici e responsabile dell'amministrazione degli stessi.

Nestor Lakoba Nestor Apollonovich Lakoba (1 Maggio 1893 – 28 Dicembre 1936) nacque nel villaggio di Lykhny in Abkhazia e da giovanissimo divenne amico personale di Stalin.
Negli anni seguenti all'Ottobre rosso, Lakoba divenne fedele seguace di Lenin prima e di Stalin poi. Nel 1921, quando le armate bolsceviche conquistarono la Georgia, egli fu nominato capo del Partito comunista in Abkhazia (Presidente del Comitato esecutivo centrale).
L' Abkhazia divenne una repubblica associata con il SSR georgiano, finchè Stalin nel 1931 la rese una Repubblica formalmente autonoma ma di fatto sotto il controllo completo della Georgia. Questa situazione costrinse Lakoba ad intraprendere regolari visite diplomatiche a Tblisi, al fine di intercedere in rappresentanza della sua patria.
Lakoba fu un uomo riservato che stabilì buoni rapporti con molti personaggi del Cremlino, i quali sovente giungevano nella sua provincia per godere del clima temperato. Nestor e suo fratello Mikhail, Commissario degli Affari interni e, successivamente, dell'Agricoltura dell'Abkhazia accolsero con favore Leon Trotzkij (gravemente malato) e sua moglie per diversi mesi nel 1925.
Lakoba riuscì ad evitare la collettivizzazione forzata, durante la sua leadership in Abkhazia, persuadendo Stalin ad affrontare gradualmente i piani di sviluppo. La sua morte avvenne per avvelenamento (ufficialmente per attacco di cuore) a Tbilisi durante una cena con Lavrentij Berija. Il suo corpo fu trasportato da Tbilisi a Sukhumi con una cerimonia solenne.
I funerali di Stato videro la presenza di migliaia di abkhaziani. Diversi mesi dopo la sua morte Nestor fu accusato di aver fomentato una insurrezione e aver organizzato un complotto contro-rivoluzionario trozkista per uccidere Lavrentij Berija e Joseph Stalin. Nel mese di ottobre 1937, anche suo fratello Mikhail venne processato per cospirazione e fucilato.
Secondo le memorie di Nikita Khrushchev, Beria fece bruciare il corpo di Nestor Lekoba con il pretesto che fosse un "nemico del popolo" e non meritasse sepoltura in Abkhazia, ma in realtà egli volle nascondere le prove dell'avvelenamento. Lakoba divenne un personaggio nel celebre romanzo "Sandro Chegem" di Fazil Iskander.
Anche la moglie di Nestor venne arrestata ed incarcerata a Tbilisi. Per essersi rifiutata di firmare una dichiarazione nella quale si confessavano false accuse sull'operato del marito, venne torturata dagli agenti dell'NKVD finchè non spirò nella sua cella.
Rauf Lakoba, figlio della coppia, fu inviato in un campo di lavoro per bambini i cui genitori erano stati condannati per reati politici. Egli insieme a due amici, furono accusati da Beria di far parte di un gruppo sovversivo e fucilati nel cortile del carcere di Tbilisi.

Anna Larina Anna Mikhailovna Larina (27/1/1914 - 24/2/1996). Figlia di Yuri N. Larin, sposò il leader bolscevico Nikolaj Ivanovic Bukharin ed ebbe da lui un figlio, Yuri. Nikolaj chiese a sua moglie di memorizzare il suo testamento poco prima di essere arrestato con l'accusa di spionaggio.
Ella trascorse molti anni cercando di riabilitare il marito dopo la sua esecuzione nel 1938. Fu incarcerata ad Astrakhan e trascorse venti anni della sua vita nei campi di lavoro. Conobbe in prigione il suo secondo marito da cui ebbe due figli, Mischa e Nadia. Negli anni 80 scrisse le sue memorie nel libro Questo non posso dimenticarlo, e girò l'Europa per partecipare a conferenze sui crimini di Stalin.

Yuri N. Larin (nato Mikhail A. Lurye). Economista menscevico di origine ebraica, aderì al Partito bolscevico nel luglio 1917 e rivestì ruoli nelle istituzioni economiche. Fautore delle tesi di Stalin.

Martin Ivanovich Latsis (alla nascita Jans F. Sudrabs) (14/1/1888-11/2/1938) Bolscevico dal 1905, prese parte ai moti rivoluzionari di quell'anno. Nel 1917 fu membro del Comitato militare rivoluzionario ed, in seguito funzionario nazionale della Ceka e presidente della Ceka in Ucraina (1919); autore di uno dei primi libri sulla polizia segreta sovietica.

Maxim Litvinov (1876-1951). Ministro degli Esteri sovietico, diplomatico e ambasciatore. Nel 1933 si adoperò per convincere gli Stati Uniti a riconoscere il governo comunista sovietico come "legittimo". Primo presidente della Commissione di stato per l'Inno [inni ufficiali musicali].

A. Lomov (pseudonimo di Georgy Oppokov) (1888-1938). Aderì al partito bolscevico dal 1903, e divenne un rivoluzionario di professione. Membro del Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado nel 1917, al II° Congresso dei Soviet di tutta la Russia entrò a far parte del Consiglio dei commissari del popolo quale Commissario del popolo alla Giustizia. Nel 1918 aderì ai "comunisti di Sinistra".

Solomon Lozovsky Solomon Lozovsky (1878-1952). Rivoluzionario ucraino di origine ebraica, fu membro del Posdr dal 1901. Collega di Lenin, fu funzionario del governo sovietico e capo dell'ufficio Informazioni. Divenne Segretario generale del Profintern (l'Unione rossa internazionale del lavoro) dal 1921 al 1937. Nel 1939 fu uno dei tre vice ministri degli esteri dell'Urss, sotto Vyacheslav Molotov. Egli venne arrestato alla fine del 1948, nel corso della campagna sovietica antisemita e giustiziato il 12 agosto 1952.

Yuri Lutovinov (1887-1924). Nato a Lugansk, iniziò a lavorare nella fabbrica metallurgica di Donbas ed entrò nel partito bolscevico nel 1904. Fu un attivista dell'"Unione degli operai russi del metallo". Durante il conflitto mondiale alla fabbrica Aivaz di Pietrogrado e collaborò alla diffusione della propaganda bolscevica nel bacino del Donec. Durante la guerra civile operò al fronte e fu leader del partito in Ucraina. Entrò nel comitato centrale dell'Unione degli operai russi del metallo e nel Consiglio Centrale dei sindacati panrussi. Lutovinov si associò con l'Opposizione dei lavoratori di Alexander Shlyapnikov.
Nel marzo 1920 presentò le tesi di Shlyapnikov al nono Congresso del Partito comunista russo. Egli fu il portavoce dell'Opposizione dei lavoratori alla nona Conferenza di partito nel settembre del 1920. Poco tempo dopo prestò servizio nel comitato dei sindacati di partito, ma cadde in conflitto con Leon Trotsky. Lutovinov non firmò il programma dell'Opposizione dei lavoratori nel dicembre 1920, e rimase critico sulle posizioni adottate dal Partito comunista russo in materia di sindacati. Alla fine di gennaio 1921, Lutovinov scoraggiato rassegnò le proprie dimissioni dal Consiglio.
Fu candidato membro del Presidium del Comitato esecutivo del Soviet panrusso dei deputati dei lavoratori, soldati e contadini, e rappresentante commerciale a Berlino. Si suicidò il 7 maggio 1924, con la disillusione della Nuova politica economica e la crescita della burocrazia all'interno del Partito comunista russo.

Filipp Jesejevic Macharadze (1868-1941). Primo ministro dell'SSR della Georgia dal 1923 al 1928 e Presidente della repubblica stessa dal 1938 al 1941.

Roman Malinovsky (1876-1918). Nel 1902 venne condannato per furto. Nel 1910 l'Okhrana lo rilasciò a patto che diventasse una spia e si infiltrasse nel partito bolscevico. Nel 1912 entrò a far parte del Comitato Centrale. Successivamente venne eletto alla Duma come membro del gruppo bolscevico. Nel 1914 la sua identità venne svelata e Malinovsky fuggì in Germania. Nel 1918 tornò a Pietrogrado per aderire al movimento rivoluzionario, ma Grigory Zinoviev lo riconobbe. Dopo un breve processo venne condannato a morte per fucilazione.

Dmitri Zakharevich Manuilsky (1883-1959), Socialdemocratico dal 1903, si unì ai bolscevichi nel 1917. Dal 1920 fu esponente del Comitato Centrale del CP ucraino. Successivamente divenne delegato ucraino negli Stati Uniti; dal 1944 al 1952 fu ministro degli esteri della Repubblica socialista sovietica dell'Ucraina.

Ludwig Martens (1 [20 Dicembre] Gennaio 1875, Bachmut (Ukraina) - 19 Ottobre 1948, Mosca)

I. P. Meshkovsky. Membro del Comitato centrale.

Polikarp Mdivani (1877-19/7/1937)

Sergei Medvedev (1885-1937)

Vyacheslav Menzhinsky (1874-10/5/1934)

Mikhail Milshtein. Funzionario militare, direttore dell'intelligence sovietica durante la II° guerra mondiale.

Milyutin Vladimir Pavlovich Milyutin (1884-1938). Socialdemocratico dal 1903, fu menscevico fino al 1910, bolscevico poi. Al II Congresso dei Soviet di tutta la Russia (ottobre 1917) divenne Commissario del popolo all’agricoltura. Nel novembre del 1917 sostenne l’idea della necessità di una coalizione con i menscevichi e i socialisti-rivoluzionari. Non essendo d’accordo con la politica del partito, uscì dal governo. Negli anni 1918-21 fu vicepresidente del Consiglio superiore dell’economia nazionale.

Sergei Mrachkovsky (1883-1936).

Nikolai Muralov (1877-1937)

Gazanfar Musabekov (14/7/1888-9/2/1938)

Gavril Ilyich Myasnikov (1889-1945). Operaio metallurgico, partecipò alla rivoluzione del 1905 e aderì al partito bolscevico nel 1906. Arrestato e deportato in Siberia per sette anni, al suo rilascio tornò a fare politica attiva nei comitati di fabbrica e di partito a Motovilikha (sua città natale) ed a Perm.
Myasnikov si schierò con i comunisti di sinistra nel 1918, e si oppose al trattato di Brest-Litovsk. Fu un fautore della creazione di «sindacati contadini» nel 1920 e della libertà di parola e di stampa per qualsiasi partito, ivi compresi quelli borghesi e controrivoluzionari.
Venne espulso dal partito bolscevico nel febbraio del 1922 per averne violato la proibizione della formazione della frazione del Gruppo Operaio, nata dalla sua rottura con l'opposizione Operaia di Aleksandra Kollontay e di Aleksandr Shlyapnikov. Arrestato nel maggio 1923, venne liberato dopo alcuni mesi e autorizzato a recarsi in Germania. Imprigionato nuovamente nel 1927 a Tomsk, venne esiliato agli inizi del 1928 ad Erevan (Armenia), da dove evase nel novembre di quell'anno e raggiunse l'Iran.
Qui venne arrestato dietro pressione della diplomazia staliniana e detenuto per sei mesi. Espulso dall'Iran nel maggio 1929, venne consegnato nelle mani della polizia turca. Un mese dopo patteggiò con il consolato sovietico di Trebisonda il suo ritorno in URSS, offrendo la propria astensione da ogni attività politica. Nello stesso periodo cercò un'intesa con Trotsky, ma le divergenze politiche erano troppo profonde per permettere una qualsiasi collaborazione. Nel 1930 raggiunse la Francia dove lavorò in una fabbrica fino al 1945, anno nel quale la polizia segreta sovietica lo catturò e lo ricondusse in Urss, dove fu condannato a morte.

Mark Andreyevich Natanson (1850-1919), leader dei socialisti-rivoluzionari russi.

Viktor P. Nogin (1878-1924), rivoluzionario di professione, bolscevico. Dopo la vittoria della Rivoluzione d'Ottobre divenne Commissario del popolo al commercio e all'industria. Nel novembre 1917 fu partigiano di un governo di coalizione con menscevichi e socialisti-rivoluzionari. Annunciando il suo disaccordo con la politica del partito, uscì dal CC e dal governo. In seguito si ravvide e tornò ad occupare posti di responsabilità.

Mamia Orakhelashvili (1883-1937)

Aleksandr Orlov (1898-1970). Membro della Ceka, consulente del partito comunista spagnolo, comandante dell'Armata rossa. Dopo l'avvento al potere di Stalin emigrò in America, dove lavorò per la facoltà di legge dell'Università del Michigan.

N. Osinski (Obolenski V. V.) (1887-1938), Membro del partito bolscevico dal 1907, dopo la Rivoluzione d'Ottobre divenne direttore della Banca di Stato della RSFSR e presidente del Consiglio superiore dell'economia nazionale. Nel 1918 fu il principale autore della piattaforma dei "Comunisti di Sinistra".

K. V. Pauker. Capo del Dipartimento operativo dell'NKVD.

Valerian F. Pletnev (1886-1942). Vecchio bolscevico, fu presidente del Comitato Centrale del Proletcult dal 1920 al 1932.

V. N. Podbelski (1887-1920) Esponente del partito bolscevico. Dal maggio 1918 ricoperì la carica di Commissario del popolo per le poste e i telegrafi della RSFSR.

Michail Nikolaevic Pokrovskij (1868-1932). Storico e bolscevico dal 1905, venne costretto all'esilio per sfuggire alla cattura della polizia zarista. Dal 1905 al 1917 visse in Italia, dopo la Rivoluzione d'Ottobre divenne (dal novembre '17 al marzo '18) presidente del Soviet di Mosca. Fece parte dei "comunisti di sinistra" e si schierò contro la pace di Brest-Litovsk. Dal 1918 fu vice commissario del popolo per la pubblica istruzione; divenne accademico nel 1929.
Mise in risalto nei suoi studi l'importanza del capitalismo mercantile nell'evoluzione dei rapporti di produzione e dimostrò questo schema applicandolo alla storia dell'economia russa dal XVII al XIX secolo. Nel 1929 venne accusato di economicismo e "sociologismo volgare".

Pavel Postyshev (18/9/1887 - 26/2/1939).

Osip Piatnitsky (1882 - 29/7/1938)

Viktor Alekseyevich Radus-Zenkovich (1877-1967). Membro del partito bolscevico, negli anni 1918-1921 fu a capo dell'ufficio assicurazioni sociali e protezione sul lavoro e poi vice Commissario del popolo al lavoro della RSFSR.

Eino Rahja Eino Rahja (1885 Pietari - 1936 Leningrado). Fratello di Jukka Rahja e Jaakko Rahja, aderì al Partito bolscevico nel 1903, organizzò la fuga di Lenin in Finlandia nell'estate del 1917. Nel 1918 fu tra i fondatori del partito comunista finlandese Durante la Guerra civile, Eino fu uno dei capi più valenti dell'esercito rosso. Dopo la guerra egli visse in Russia per il resto della sua vita e divenne, tra l'altro, comandante di corpo d'armata (komkor) dell'Armata Rossa. Fu espulso dal Comitato Centrale del Partito comunista di Finlandia nel 1927.

James Wilhelm Aaponpoika Rahja detto Jaakko (13/1/1872 - 22/2/1926)

Jukka Rahja (1887 Kronstadt - 31/8/1920 San Pietroburgo). Nacque in Russia quando i suoi genitori si trasferirono dalla Finlandia e ,come il fratello Eino, si unì ai bolscevichi nel 1903. Partecipò alle rivolte del 1905 e fu costretto a tornare in Finlandia per fuggire alla cattura. Fu attivo nella Lega della Gioventù socialista finlandese (SSN) fino al 1913, tornò in Russia dopo la Guerra civile in Finlandia e divenne membro-fondatore della Guradia rossa e del Partito comunista finlandese (SKP) nel 1918. Jukka fu assassinato a Pietrogrado da un gruppo di opposizione comunista, guidato da Aku Paasi. Il cosiddetto "omicidio di opposizione" era organizzato dagli studenti della Ufficio della Scuola Rossa di Pietrogrado.
La parola "Rahjaism" venne usata per descrivere la politica dei tre fratelli Rahja, che furono spesso in conflitto con i loro compagni di partito ed attirarono molti nemici. I Rahja furono coinvolti in episodi di contrabbando, mercato nero e fabbricazione di denaro falso, inoltre vennero accusati di corruzione e ubriachezza molesta all'interno del SKP.

Rakovsky Christian Georgierich Rakovsky (13/8/1873 - 11/9/1941). Figlio di un commerciante, Christian nacque a Gradets (Bulgaria). Si trasferì nel 1880 con la famigliain Romania, dove entrò in contatto con i movimenti socialdemocratici di quel paese.
Viaggiò in Svizzera (ove si iscrisse alla facoltà di medicina di Ginevra nel 1890), Bulgaria, Germania, Francia, Romania e Russia. Durante la prima guerra mondiale, aderì alla sinistra internazionalista di Zimmerwald.
Arrestato nel 1916 per attività anti-belliche, venne liberato l'anno successivo dall'esercito russo. Rifugiatosi in Russia si unì ai bolscevichi. Fu tra i fondatori del Comintern e ricoprì varie cariche diplomatiche. Venne nominato presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo dell'Ucraina nel marzo del 1918, e membro del Comitato centrale del partito bolscevico nel 1919. Come presidente ucraino sviluppò una politica estera indipendente da quella dell'URSS, concludendo diversi trattati commerciali con vari stati dell'est europeo. Dopo aver rappresentato l'URSS alla Conferenza di Genova (aprile-maggio 1922), nell'aprile del 1923 si oppose alle nazionalizzazioni forzate di Stalin in occasione del XII Congresso del partito.
Nel luglio di quello stesso anno si vide affidare incarichi diplomatici importanti che mirarono ad allontanarlo dai ruoli decisionali del potere. Amico di Trotzkij, divenuto esponente dell'Opposizione di sinistra, fu inviato d'affari del governo sovietico a Londra dal settembre del 1923 ed ambasciatore a Parigi dal dicembre del 1925 all'ottobre del 1927.
Rakovsky fu espulso dal partito comunista nel 1927, e, nel gennaio del 1928, deportato ad Astrakhan, poi a Saratov, ed infine a Barnaul (Kazakhstan) nel 1929. Nel febbraio del 1934 si dichiarò fedele alla linea politica staliniana. Rimesso in libertà, fu sottoposto a controlli continui di ogni genere. Venne arrestato nuovamente nella seconda metà del 1937, ma rifiutò di collaborare con gli inquisitori staliniani per diversi mesi, finchè cedette alle pressioni e fu costretto ad autoaccusarsi di collaborazionismo con la Germania nazista, nel corso del terzo processo di Mosca (marzo 1938). Condannato a vent'anni di detenzione, Rakovsky trovò infine la morte tre anni più tardi in un Gulag, fucilato per ordine di Stalin.

Jacob Rappoport. Lettone di origine ebraica, divenne vice comandante del progetto del canale tra il Mar Bianco ed il Mar Baltico.

David Riazanov (pseudonimo di David Borisovich Goldendach) (10/3/1870 - 21/1/1938). Nato ad Odessa, aderì a quindici anni al gruppo rivoluzionario dei Narodnik, ma venne arrestato dalla polizia zarista e passò 5 anni in prigione. A 19 anni entrò in contatto con i primi circoli marxisti russi Nel 1891 venne nuovamente arrestato e, dopo 15 mesi, condannato a 4 anni di confino in un katorga (campo di lavoro). Tornò in Russia allo scoppio della rivoluzione del 1905, poi di nuovo in esilio. Nel 1915 partecipò alla conferenza di Zimmerwald Si unì ai bolscevichi nel 1917 e partecipò alla rivoluzione d'Ottobre. Nel 1918 prese l'incarico di organizzare gli archivi marxisti e, due anni dopo, divenne direttore dell'Istituto Marx-Engels (che divenne Istituto Marx-Engels-Lenin nel 1931). Curò la pubblicazione di molte opere marxiste inedite ma Stalin, nel 1931, lo accusò di avere implicazioni con il "centro menscevico' e di tramare contro il governo sovietico. Riazanov fu inviato in un Gulag, alcuni anni dopo ottenne la libertà, finchè non finì incriminato nelle epurazioni del partito volute da Stalin nel 1938.

Theodore Rothstein (1871-1953)

Martemyan Ryutin (1890-1937)

G. D. Sachs (1882-1937). Tra i fondatori del partito dei socialisti-rivoluzionari di sinistra, fu membro del Comitato militare rivoluzionario. Dopo la scissione del partito (luglio 1918), fondò il partito dei comunisti-populisti che si sciolsero nel partito comunista bolscevico (novembre 1918).

Timofei Vladimirovich Sapronov(1887 - 1939). Rivoluzionario dal 1911, aderì al partito bolscevico l'anno successivo. Nel 1917 divenne presidente del Comitato esecutivo provinciale dei soviet di Mosca. Nel 1918 si schierò con l'Opposizione di sinistra e nel 1920 divenne uno dei leader del Gruppo per il Centralismo Democratico.

Vasilii Vladimirovich Schmidt (1886-1940). Bolscevico dal 1905, negli anni '18-'28 divenne segretario del Consiglio centrale dei sindacati di tutta la Russia e in seguito Commissario del popolo al lavoro.

Aleksandr G. Scliapnikov (1885-1937) Socialdemocratico dal 1901, divenne Commissario del popolo al lavoro, in seguito lavorò nei sindacati e negli organismi economici sovietici. Nel 1920-22 fu tra i leader dell' "opposizione operaia"; venne espulso dal partito nel 1933.

Natalia Sedova Natalia Sedova (5/4/1882 - 23/1/1962) La seconda moglie di Leon Trotsky, fu una attiva rivoluzionaria e scrisse importanti testi su questioni culturali relative al marxismo. Suo padre fu Ivan Sedov, famoso esploratore dell'Artico. Natalia conobbe Trotzkij militando nel gruppo marxista dell'Iskra, e divenne sua moglie nel 1903. La sua vita fu segnata da numerose tragedie: oltre all'omicidio di Lev Trotzkij nel 1940, perse allo stesso modo i suoi figli, Lev Sedov (1906-1938), leader di un movimento leninista, e Sergei Sedov (1908-1937), che non fu mai politicamente attivo ma venne ucciso quasi certamente da agenti di Joseph Stalin. Dopo il 1940 Natalia Sedova rimase in Messico e mantenne contatti con molti rivoluzionari in esilio. Il suo lavoro più conosciuto in questi ultimi anni è stata una biografia di Trotzkij, scritta in collaborazione con Victor Serge. Collaborò inoltre con il rivoluzionario spagnolo Grandizo Munis che aveva fondato una sezione bolscevico-leninista nella Sinistra comunista spagnola.

Firin Semyon. Comandante del progetto del canale tra il Mar Bianco e il Mar Baltico.

Nikolai Aleksandrovich Semashko (20/9/1874 - 18/5/1949) Medico e vecchio bolscevico, nel 1923 divenne Commissario del popolo alla salute pubblica.

S.P. Sereda (1871-1933) Commissario del popolo all'agricoltura della RSFSR tra il 1918 ed il 1921, e ,dal 1921, membro del Presidium del Consiglio superiore dell'economia nazionale e del Gosplan. A metà degli anni venti fu vice direttore prima e direttore poi dell'Ufficio centrale di statistica della RSFSR. Shahumyan Stepan Gevorgi Shahumyan (13/10/1878 - 20/9/1918). Nacque a Tiflis, in Georgia, da una famiglia di un commerciante di stoffa. Studiò al Politecnico di San Pietroburgo, all'Università di Riga, dove aderì al partito socialdemocratico nel 1900. Nel 1905 si laureò al dipartimento di filosofia dell'Università Humboldt di Berlino. Egli fu arrestato dalle autorità zariste per aver preso parte ad attività politiche studentesche non autorizzate e mandato in esilio a Transcaucasia. Dopo essere fuggito, Shahumyan si rifugiò in Germania, dove conobbe altri esuli dell'impero russo, in particolare Julius Martov, Vladimir Lenin e Georgij Plekhanov. Rientrato in Russia divenne un insegnante, e il leader dei socialdemocratici in Tiflis, oltre a un prolifico scrittore di letteratura marxista. Nel Congresso del 1903 si schierò con i bolscevichi e, dal 1907, si trasferì a Baku per organizzare il movimento bolscevico nella città. Nel marzo 1918 i leader della Comune tentarono di disarmare le forze mussulmane locali, provocando uno scontro armato. Dopo la sconfitta dei mussulmani, gli armeni massacrarono da 3.000 a 12.000 mussulmani a Baku, vendicando il Genocidio armeno del 1915. Meno di sei mesi più tardi, nel settembre del 1918, Enver Pascià, comandante dell'esercito ottomano riconquistò Baku e uccise, secondo le stime, tra i 10000 e i 20000 armeni come ritorsione. I bolscevichi si scontrarono con l'alleaza delle truppe bianche con l'esercito britannico, Shahumyan, sotto gli ordini diretti da Mosca, rifiutò la resa offerta dagli inglesi, nella vana speranza di ricevere rinforzi dal Mar Caspio.
Il 26 luglio 1918, i bolscevichi furono messi in minoranza (259 contro 236) al Soviet di Baku. Il sostegno a Shahumyan venne meno e molti dei suoi principali sostenitori lo abbandonarono. Adirato per l'esito del voto, annunciò che il suo partito si sarebbe ritirato dal soviet Baku. Un nuovo governo, noto come Dittatorato del Caspio centrale (Diktatura Tsentrokaspiya) venne costituito, cosicchè le forze britanniche del generale Thompson si impadronirono di Baku lo stesso giorno. Il 31 luglio, i ventisei commissari di Baku tentarono l'evacuazione delle truppe bolsceviche dal Mar Caspio ad Astrakhan, ma le navi furono catturate il 16 agosto. I commissari furono arrestati ed imprigionati. Il 28 agosto Shahumyan e suoi compagni vennero rieletti in contumacia al Soviet di Baku.
Un gruppo di bolscevichi, guidato dal Anastas Mikoyan, fece irruzione in prigione e liberò Shahumyan il 14 settembre. Egli ed altri commissari salirono a bordo di una nave a Krasnovodsk, ma al loro arrivo furono immediatamente arrestati dalle milizie inglesi guidate dal comandante Kuhn. La notte del 20 settembre Shahumyan e gli altri vennero fucilati in una remota località lungo la ferrovia Transcaspica.
Alla città di Vararakn Khankendi nel Nagorno-Karabakh (regione del Azerbaigian) venne dato il nome di Stepanakert, in onore di Shahumyan. Una statua dedicata a lui fu eretta nel 1931 ad Yerevan, la capitale di Armenia.

Shliapnikov Alexander Gavrilovich Shliapnikov (20/8/1885 - 2/9/1937). Nacque a Murom (Russia) in una famiglia povera di religione dei "Vecchi Credenti" (movimento scismatico russo). Suo padre morì quando era un bambino, cosicchè Alexander iniziò a lavorare in fabbrica a tredici anni. Divenne un rivoluzionario a sedici anni e si unì ai bolscevichi nel 1903. Egli fu imprigionato diverse volte per la sua attività politica, tra cui il coinvolgimento nella rivoluzione del 1905. Lasciò la Russia nel 1908 e continuò la sua attività rivoluzionaria in Europa occidentale, dove si dedicò anche all'impegno come sindacalista.
Shliapnikov tornò in Russia nel 1916. Insieme a Vyacheslav Molotov e Petr Zalutskii furono tra i più importanti bolscevichi che operarono a Pietrogrado al momento della Rivoluzione di febbraio. In quell'anno Shliapnikov divenne membro del Comitato esecutivo del Soviet della capitale e fu eletto alla presidenza della Unione dei metalmeccanici di Pietrogrado e successivamente dell'Unione panrussa. Guidò i negoziati per un accordo salariale tra i metalmeccanici di Pietrogrado ed i proprietari di fabbrica nel 1917. Dopo la rivoluzione bolscevica venne nominato Commissario al Lavoro. In contraddizione con Lenin, Shliapnikov sostenne la necessità di un governo di coalizione composto dai vari partiti della sinistra socialista.
Svolse un ruolo importante nell'evacuazione da Pietrogrado, quando i tedeschi si avvicinarono nel 1918. Effettuò un progetto di direttive in materia di controllo e di nazionalizzazione dell'industria. Nell'estate del 1918, si recò a sud della Russia in missione per raccogliere cibo per la popolazione delle città della Russia centrale. Tra il 1918 e il 1919, servì come Presidente del Consiglio militare rivoluzionario del fronte del Mar Caspio-Caucaso, durante la guerra civile. Shliapnikov cominciò a criticare la crescente tendenza del Partito comunista russo a fare affidamento su misure autoritarie per far rispettare le politiche per l'industria e per gli operai.
Divenne capo del movimento di Opposizione dei lavoratori all'interno del Partito comunista. Con Alexandra Kollontai sostenne il ruolo dei lavoratori, organizzati in sindacati, nella gestione dell'economia. Nel 1930 il Politburo costrinse Shliapnikov a pubblicare una confessione di ammissione di "errori politici" nelle sue memorie della rivoluzione. Shliapnikov fu espulso dal partito comunista nel 1933 e nel 1935 incarcerato per reati politici. Non dichiaratosi colpevole e rifiutatosi di coinvolgere altri nella falsa inchiesta, egli venne incriminato e giustiziato il 2 settembre 1937 a Mosca.

Pavel Shternberg (2/4/1865 - 1/2/1920)

Nikolay Shvernik (1888-1870)

A. A. Slutsky

Ivar Tenisovich Smilga (1892-1937). Bolscevico dal 1907, dopo la rivoluzione di febbraio fece parte del Comitato di Kronstadt del POSD(b)R. Divenne in seguito presidente del Comitato Regionale dei Soviet in Finlandia nel 1917, presidente del Tsentrobalt, Comitato Centrale della Flotta del Baltico (1917-1918). Occupò varie cariche itituzionali, ma fu espulso dal partito per il suo appoggio all'Opposizione di Sinistra.

Ivan Nikitich Smirnov (1881-25/8/1936)

Vladimir Mikhailovic Smirnov (1887-1937) Bolscevico dal 1908, dopo l'Ottobre 1917 fu membro del Presidium del Consiglio superiore dell'economia nazionale. Nel 1918 fu uno dei leader del Gruppo per il Centralismo Democratico. In seguito fu espulso dal partito per i suoi rapporti con l'Opposizione di Sinistra.

Aleksandra Sokolovskaja Aleksandra L'vovna Sokolovskaja (1872 – 1938?) Di origine ucraina, fu una attiva marxista a Nikolaev (Oblast di Mykolaiv, Ucraina) sul finire del XIX secolo. Sposò Lev Trotzkij nel 1899 mentre entrambi erano detenuti in Siberia. Restò con lui fino al 1902, ed ebbe due figlie, Nina Nevelson (1901) e Zinaida Volkova (1902). Nell'estate del 1902 aiutò Trotzkij a fuggire dalla Siberia. Il marito conobbe Natal'ja Sedova, la sua futura seconda moglie, a Parigi nel 1902 e il matrimonio con Aleksandra si sciolse, anche se entrambi mantennero buoni rapporti.
Non si sa molto della vita della Sokolovskaja dopo il 1902. Le sue figlie vennero cresciute da David e Anna Bronstein, parenti facoltosi di Trotzkij a Janovka, Ucraina. La Sokolovskaja crebbe sua nipote Aleksandra tra il 1932 e il 1935 dopo che la madre di lei, Zinaida Volkova, lasciò il paese nel 1931 e suo padre, Sachar Moglin, venne arrestato nel 1932. Nei primi anni 30 lavorò come educatrice e fu vicina alla vedova di Lenin, Nadežda Krupskaja. Nel 1935 fu arrestata e rinchiusa nel campo di lavoro di Kolyma, dove fu vista per l'ultima volta nel 1938

Aaron Soltz (10/3/1872 - 30/4/1945)

Lev S. Sosnovsky (1886-1937), Giornalista e leader dell'Opposizione di Sinistra. Fu uno degli ultimi comunisti in Russia ad unirsi alla fazione stalinista.

Peteris Stucka (26/7/1865 - 25/1/1932)

Isaac Steinberg. Commissario del popolo per la Giustizia. In seguito emigrò in Australia.

Yuri Mikhailovich Steklov (1873-1941), Storico, autore e giornalista, aderì al partito socialdemocratico nel 1893. Dopo la rivoluzione di febbraio tenne posizioni di difensismo rivoluzionario, aderì poi al bolscevismo.

Nikolai N. Sukhanov (1882-1940). Economista, membro del Comitato di Contatto, autore.

Ivan Skvortsov-Stepanov (1870-1928) fu uno dei primi partecipanti del movimento rivoluzionario russo. Scrittore marxista aderì agli ambienti socialisti dal 1892 e divenne bolscevico dal 1904. Nel 1906 fu delegato al quarto congresso del POSDR, dove sostenne Lenin. Tra il 1907 e il 1910, egli lavorò alla Redazione dell'Vperyod ma si allontanò per volere di Lenin. Poco dopo fu arrestato dalla polizia zarista per la sua attività di rivoluzionario. Dopo la rivoluzione del 1917 egli divenne Commissario del Narkomfin, il commissariato del popolo delle Finanze.

L.B. Sunitsa (1887 -?). Bolscevico dal 1905; dopo l'Ottobre occupò vari posti negli organismi di partito ed nel 1930divenne direttore dell'Università Tecnica statale del Don.

A.I. Sviderski (1878-1933), Membro bolscevico dal 1899. Dopo l'Ottobre '17 fece parte del collegio del Commissariato del popolo agli approvvigionamenti e del collegio dell'Ispezione operaio-contadina.

Ivan Adol'fovich Teodorovich(1875-1937), Vecchio bolscevico, assunse cariche di governo dopo la rivoluzione d'ottobre. Lasciò il partito nella convinzione che i bolscevichi dovessero condividere il potere con le altre formazioni politiche di sinistra. Subì la repressione staliniana, venendo condannato nel novembre 1930 come controrivoluzionario 'kondratievista'.

A. I. Todorski (1894-1965) Bolscevico dal 1918, divenne membro dell'Esecutivo del distretto di Vesiegonsk, del governatorato di Tver (1919). Inoltre fu redattore delle "Izvestia Vesiegonskogo Sovieta Deputatov" e del "Krasnyi Vesiegonsk".

Valentin Trifonov (1888-1938)

Kote Tsintsadze (1887-1930)

Aleksandr Dmitrievich Tsiurupa (1870-1928) Commissario del popolo agli approvvigionamenti (1918), diventò vice presidente del Consiglio dei Commissari del popolo (1921). In seguito fu Commissario del popolo all'Ispezione operaio-contadina e presidente del Gosplan.

Józef Unszlicht (31/12/1879 - 28/7/1938)

Mariam Vardanian (1854 - 1941)

Mikhail Velikanov (27/12/1892 - 27/7/1938)

Mikhail Fyodorovich Vladimirsky (4/3/1874 - 2/4/1951). Fu presidente del Comitato esecutivo centrale panrusso dei Soviet, dal 16 marzo 1919 al 30 marzo 1919. Occupò la carica anche di Vice Presidente del Gosplan dell'URSS nel 1926-1927 e Commissario del popolo per la Sanità pubblica nel 1930-1934.

Nikolaj Vlasik Nikolaj Sidorovich Vlasik nacque nel villaggio di Bobynichi del distretto di Slonimskogo (provincia di Grodno) il 22 maggio 1896. Iniziò la carriera militare nel 1915 ed acquisì il grado di caporale. Nel novembre 1917 prese posto nel comitato militare rivoluzionario di Mosca.
Nel 1919 entrò a far parte degli organismi della Ceka. Fece una rapida carriera e da gennaio 1926 divenne un alto dirigente della filiale operativa del OGPU (KGB). Vlasik si occupò della protezione personale di vari esponenti del partito e per molti anni fu la guardia del corpo di Stalin. Fu responsabile della protezione personale del dittatore georgiano dal 1931, divenendo parte della sua famiglia.
Il 15 dicembre 1952 Vlasik fu arrestato sotto l'iniziativa di L. Beria e Malenkov. Egli fu accusato di aver sottratto ingenti somme di denaro allo Stato, venne privato del grado di generale e esiliato per dieci anni a Krasnojarsk. Con l'amnistia del 27 marzo 1953 la condanna fu ridotta a cinque anni.
Nel 1956 Vlasik ottenne la grazia. Morì il 18 Giugno 1967, a Mosca.
Nelle sue memorie scrisse "Sono stato gravemente offeso da Stalin. Per 25 anni di ottimo lavoro, non ho ricevuto nulla, solo un incoraggiamento e dei premi, e sono stato escluso dal partito e incarcerato. La mia sconfinata fedeltà mi ha ripagato soltanto con dei nemici. Ma mai, in ogni minuto della mia condizione di recluso in carcere, ho avuto in animo un rancore verso Stalin".

Zinaida Volkova (27/3/1901 - 25/1/1933)

V. Volodarsky, nato Moisei Markovich Goldshtein (1891-1918). Bolscevico di origine ucraina, lavorò a Pietrogrado. In seguito si trasferì in America dove fu assassinato.

Ivan Avksentievich Voinov (1884-1917) Membro del POSDR(b) dal 1909. Dopo la rivoluzione di febbraio lavorò alla tipografia "Trud", dove si stampava la Pravda. Collaborò al giornale stesso ma Il 6 (19) giugno, mentre distribuiva copie del quotidiano (che aveva preso il nome di Listok "Pravdy"), fu ucciso dagli junker.

Kliment Voroshilov (4/2/1881 - 2/12/1969). Vecchio militante bolscevico, ricoprì le cariche di Commissario della guerra (1925-40) e di Presidente dell'URSS (1953-60). Fu per un breve periodo alleato dell'Opposizione di destra, ma si riallineò presto alle posizioni di Stalin.

Iona Emmanuilovich Yakir (3/8/1896, Kishinev, Bessarabia – 11/6/1937, Mosca). Generale dell'Armata rossa, comandante a Kiev, uno dei maggiori riformatori dell'esecito tra le due guerre. Membro del Comitato centrale del partito comunista, venne ucciso durante le prughe di Stalin.

Varvara Nikolaevna Yacovleva (1885 - 1941 o 44) Membro del partito bolscevico dal 1904, nel 1917 entrò a far parte del Comitato centrale e dopo l'Ottobre occupò varie cariche nell'apparato statale. Imprigionato durante il terzo processo moscovita, venne giustiziato nel 1944.

Jakov Yurovskij Jakov Michajlovic Yurovskij, pseudonimo di Jankel' Chaimovic (19 giugno [1 luglio] 1878, Tomsk, Siberia – 2 agosto 1938 Mosca). Capo del plotone di esecuzione che eseguì la condanna a morte dello Zar Nicola II° e della sua famiglia nel 1918.
Ottavo di dieci figli, nacque in una famiglia ebrea di Tomsk. Lavorò come orologiaioed entrò in contatto con i movimenti operai. Durante la rivoluzione del 1905 aderì al movimento boscevico; arrestato dall'Ochrana, fu esiliato e si stabilì a Berlino. Nel 1912 si convertì al luteranesimo e cambiò il proprio nome da Jankel' Chaimovic a Jakov Michajlovic; negli stessi anni, si sposò ed ebbe tre figli.
Al suo ritorno in Russia si stabilì a Ekaterinburg, trovando impiego come fotografo. Arruolato allo scoppio della prima guerra mondiale, studiò come infermiere e fu assegnato alla formazione medica del 198° Reggimento di fanteria di Perm. Partecipò alla campagna dei Carpazi del 1916.
Durante la rivoluzione di febbraio 1917 tornò a Ekaterinburg, dove, in autunno, divenne membro del Soviet degli Urali e si guadagnò, grazie alla sua abnegazione, la fama di integerrimo funzionario sovietico. Nel 1918 fu eletto deputato regionale e Commissario di giustizia, oltre a guadagnare un posto di rilievo nella Ceka di Ekaterinburg.
All'inizio di giugno del 1918, quando Ekaterinburg stava per cadere nelle mani delle forze bianche controrivoluzionarie, il Soviet degli Urali decretò la fucilazione (con l'approvazione del Soviet Centrale di Mosca) del deposto zar Nicola II e della sua famiglia, detenuti nella città. Jakov fu incaricato di organizzare ed attuare la condanna a morte (per approfondire si veda il capitolo 'La fine dei Romanov').
Dopo l'eccidio di Ekaterinburg, Yurovskij venne trasferito a Mosca dove lavorò all'inventario degli oggetti personali, dei diari e delle carte intime della famiglia Romanov. Nel 1920, alla fine della guerra civile, tornò a Ekaterinburg, stilò un dettagliato acconto sulle circostanze e le modalità dell'eliminazione dei Romanov, rivelando anche l'esatta ubicazione della sepoltura.
Nel 1934, nel periodo delle purghe staliniane, sua figlia fu arrestata e deportata in un campo di lavoro. Nel 1937, malato di cuore e di ulcera, venne ricoverato all'ospedale del Cremlino; morì il 2 Agosto 1938.

Nikolai Yezhov (1895-1939). Bolscevico fin dalla prima ora, operò sotto vario titolo nella Cheka, GPU, e OGPU; fu militare in vari commissariati dell'Armata Rossa. Divenne vice di G. Yagoda, Commissario del popolo degli Affari Interni, capo del NKVD, vice commissario del popolo per l'agricoltura dell'URSS.

Yemelyan Yaroslavsky (1878-1943). Leader della "Società dei Senza Dio", un'organizzazione di propaganda antireligiosa. Fu membro del presidium del Comitato Centrale di Controllo, e fu tra i coautori della battaglia sostenuta nel 1927 da quest'istituzione contro di Trotsky. Nel 1931 venne accusato da Stalin per aver menzionato il trotskysmo in un libro di testo di storia del bolscevismo.

Volodymyr Zatonsky (27/7/1888 - 29/7/1938). Nacque nel villaggio di Lysets in Ushitsy (Ucraina). Si unì ai menscevichi nel 1905. Nel marzo 1917 diventò bolscevico. Nel 1918 fu nominato presidente del comitato esecutivo centrale ucraino, nel 1920 presidente di Galrevkom. In seguito ricoprì vari ruoli nel governo socialista ucraino.

Yakov Zevin Yakov Davidovich Zevin (21/6/1888 - 20/9/1918). Bolscevico di origine ebrea, nacque a Krasnopol (oggi Voblast di Mahilou, Bielorussia). Divenuto membro del partito socialdemocratico russo nel 1904, fu arrestato più volte per la partecipazione in attività rivoluzionarie clandestine a Yekaterynoslav, Baku e in altre città. Nel 1911 studiò nella scuola di partito organizzato da V. I. Lenin a Lonzhyumo (Parigi).
Egli fu un delegato nel 6° Congresso del Posdr a Praga nel 1912, dove ha rappresentò il gruppo dei menscevichi. Dopo la conferenza si avvicinò alle posizioni bolsceviche. Nel 1915 venne eletto membro bolscevico del Comitato di Baku. Dopo la Rivoluzione di febbraio lavorò nel soviet di Mosca. Zevin divenne uno dei 26 commissari della Comune sovietica di Baku (il Commissario del Lavoro) dopo la Rivoluzione d'ottobre. Quando la Comune fu rovesciata dalla Dittatura del Caspio centrale, Zevin e suoi compagni furono catturati da truppe britanniche e fucilati tra le stazioni di Pereval e Akhcha-Kuyma della ferrovia Transcaucasica.

Zhdanov Andrei Aleksandrovic Zhdanov (26[14] /2/1896 Mariupol', Ucraina - 31/12/1948). Si schierò con i bolscevichi nel 1915 e divenne il leader del aprtito comunista a Leningrado dopo l'assassinio di Sergei Kirov nel 1934. Nel giugno 1940 fu inviato in Estonia per controllare l'integrazione di quel paese nell'URSS. Durante la Grande Guerra Patriottica (la seconda guerra mondiale) Zhdanov venne incaricato della difesa di Leningrado.
Nel periodo staliniano fu responsabile della politica culturale dell'Unione Sovietica e Presidente del Presidio del Soviet Supremo dell'URSS (1945-1948). Zdanov fu inflessibile nell'imporre il cosiddetto "realismo socialista" nell'arte e nel censurare ogni iniziativa d'avanguardia in Unione Sovietica. Le opere non ritenute conformi agli ideali del partito venivano accusate di "formalismo" e gli autori di queste "deviazioni" venivano ammoniti pubblicamente. Il triennio detto Zdanovscina ("Era di Zdanov", 1946-48) segnò il culmine di questa situazione di controllo e repressione. Morì nel 1948 in circostanze oscure. Dal 1948 al 1989 la sua città natale in suo onore prese il nome Zdanov.

Polina S. Zhemchuzhina (1884 -1970). Moglie di V.Molotov, fu vice-commissario dell'industria alimentare e Commissario dell'industria della Pesca.

Dmitri Petrovich Zhloba (3/6/1887 - 10/6/1938). Nato a Kiev (Ucraina), durante la Rivoluzione russa del 1905, fu membro di una armata dei lavoratori a Mykolaiv. Nel maggio 1916 venne arrestato per la partecipazione ad un sciopero anti-governativo e inviato al fronte di guerra. Nell'ottobre 1917 fu membro del soviet di Mosca e comandante di un distaccamento della Guardia rossa che fronteggiò la base degli Junkers al Cremlino. Alla fine del 1917, venne inviato come Commissario di guerra a Donbass dove organizzò i minatori in un'armata di guardie rosse che combatterono a Kiev e Rostov.
Fu assegnato al fronte del Caucaso della Guerra Civile russa nel mese di maggio 1918. Come comandante della "Brigata acciaio", guidò, nel mese di ottobre 1918, un raid contro la parte posteriore dell'esercito bianco dei cosacchi, capeggiati da Pyotr Krasnov. Nel 1919-1920, comandò il 1 ° Corpo di Cavalleria che operò contro le truppe di Denikin e Wrangel. Nel febbraio 1921 fu a capo della 18° Divisione di Cavalleria che supportò l'11° Armata Rossa nella guerra contro la Georgia. Nel mese di marzo, nel corso dell'Operazione Batum in Georgia, attraversò l'impenetrabile Passo Goderdzi nel Caucaso Minore e occupò Batumi. Per il successo nelle sue campagne militari, Zhloba ricevette due Ordini della Bandiera rossa. Dal 1922 prestò servizio nel Caucaso settentrionale fino a quando venne incriminato e giustiziato nel corso delle Grandi purghe del 1938.

Vyacheslav Ivanovich Zof (dicembre 1889, Dubno - 20/6/1937). Aderì al movimento rivoluzionario nel 1910. Tre anni più tardi divenne membro del partito socialdemocratico russo. Durante la prima guerra mondiale lavorò come montatore in una fabbrica di armi a Sestroretsk, dove svolse opera di propaganda per il partito bolscevico. Dopo la Rivoluzione di febbraio Zof fu impegnato nell'organizzazione bolscevica di Sestroretsk e fu candidato al Soviet di Pietrogrado. Nel luglio del 1917 preparò falsi documenti d'identità per Vladimir Lenin e organizzò il suo passaggio dalla capitale russa a Razliv su richiesta del Comitato Centrale.
Nel 1918-1919 fu nominato commissario di brigata e di divisione e responsabile della 3° Armata del Fronte Orientale. Nel 1919-1920 Zof fu membro del Consiglio militare rivoluzionario della Flotta del Mar Baltico e membro del Comitato di difesa di Pietrogrado. Nel periodo 1921-1924 ricoprì il posto di Commissario presso l'ufficio del Comandante in capo delle forze navali della Repubblica sovietica.
Tra il dicembre del 1924 e il 1926 Zof divenne Comandante delle forze navali e membro del Consiglio militare rivoluzionario dell'Unione Sovietica. Nel 1927-1929 diresse il Sovtorgflot (ufficio commerciale della flotta sovietica). Tra il 1930-1931 Zof fu vice-Commissario del Popolo per i Trasporti ferroviari. Nel 1931 fu nominato primo vice-Commissario del popolo per il Trasporto dell'Acqua. Zof venne insignito con l'Ordine della Bandiera Rossa.
Più tardi la carriera di Zof cadde in disgrazia e venne nominato direttore di una fabbrica a Mosca. Nel 1937 fu arrestato, condannato a morte il 19 giugno e giustiziato il giorno successivo. Zof venne riabilitato nel 1956.