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Il sito della rivoluzione d'Ottobre

L'impero dei Soviet

Il termine Soviet (in russo Cob'et), letteralmente "consiglio", fu una delle prime assemblee politiche elettive sorte nella Russia imperiale per il coordinamento degli operai.
Nel maggio 1905 a Ivanovo-Voznesensk (distretto tessile di Mosca) nacque la prima piattaforma rivendicativa dei lavoratori della zona, ma il primo Soviet vero e proprio, come Consiglio dei Deputati degli Operai, fu fondato nell’ottobre 1905 a S. Pietroburgo,Voline dall'anarchico Vsevolod Mikhailovich Eikhenbaum, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Voline (1882-1945). Poco tempo dopo a Mosca venne organizzato il primo Soviet dei tipografi.
Il primo presidente del Soviet di S.Pietroburgo fu Khrustalyov-Nosar (Georgy Nosar, alias Pyotr Khrustalyov). Il consiglio, costituito inizialmente da 40 delegati, si riunì il 13 ottobre presso l'Istituto tecnologico di S.Pietroburgo. In seguito il Soviet arrivò ad avere 110 delegati, scelti da circa 200.000 operai delle 96 fabbriche della capitale russa, che elessero un comitato esecutivo provvisorio di 22 membri (2 per ogni distretto cittadino, 2 per ogni sindacato). Fu creato un proprio organo di stampa e fissate le linee di lotta per acquisire il diritto alla libertà di parola e di riunione degli operai, rivendicare un salario mensile minimo, richiedere l'abolizione del lavoro notturno e straordinario, proclamare gli scioperi.
Questo Soviet ottenne nelle fabbriche la riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore, ma le conquiste sindacali dei lavoratori vennero presto represse dal padronato che, per ritorsione, attuò la serrata delle fabbriche ed il licenziamento di 19.000 operai. Quando Nosar venne arrestato dalla polizia zarista, divenne presidente Leon Trotzkij, appena rientrato dall'esilio, il quale impresse un orientamento più pragmatico al movimento incontrando tuttavia l'opposizione dei menscevichi, contrari ad un'estremizzazione delle azioni di lotta.
Il Soviet del S.Pietroburgo cessò di esistere il 3 dicembre 1905, quando i capi (Trotskij compreso) furono arrestati. Tuttavia lo Zar concesse ai lavoratori la possibilità di eleggere i propri delegati per formare dei consigli di rappresentanza, seppur con poteri molto limitati.
Trotzkij Trotzkij ricorderà: "Il Consiglio dei deputati degli operai sorse come risposta a un bisogno oggettivo, generato dalle contingenze del momento. Occorreva un’organizzazione che godesse di un’indiscussa autorità, fosse immune da qualsiasi tradizione, raccogliesse immediatamente le folle sparse e slegate. Doveva inoltre fare da centro di convergenza per tutte le correnti rivoluzionarie in seno al proletariato, avere iniziativa e, insieme, autocontrollo automatico".
Negli anni successivi la coscienza di classe si radicò nel proletariato russo ed i Soviet si svilupparono in tutte le città industriali. Mirando all'unità ed all'autonomia della classe operaia, essi portarono avanti una serie di richieste politiche miranti ad un radicale cambiamento sociale.
Alcuni Soviet si formarono tra i soldati ed i contadini. Quest'ultimi svilupparono forme di lotta che andavano dal rifiuto del pagamento delle tasse e dei canoni ai possidenti, alla cacciata delle autorità locali.
Dopo la rivoluzione del febbraio 1917, i Soviet degli operai, soldati e contadini tornarono ad estendersi non solo come strumento rivendicativo ma anche come luogo d'intervento politico delle correnti socialiste, divenendo di fatto una sorta di contropotere per il governo provvisorio.Lenin durante un comizio I nuovi ministri cercarono la collaborazione e l'appoggio dei Soviet per pendere le decisioni, creando la cosiddetta "dualità di poteri", ma la questione della guerra e della terra li divise terribilmente.
Lenin ritenne che i contrasti tra governo provvisorio e Soviet non potessero che ostacolare la conquista del potere da parte degli operai e, nelle sue Tesi d'Aprile, assunse una posizione estrema e decisa, dichiarando che la rivoluzione doveva trasformarsi da borghese a proletaria: i Soviet dovevano impadronirsi del potere. I bolscevichi fondarono la loro strategia insurrezionale sull'egemonia di questa organizzazione alternativa al governo borghese.
Nell'ottobre 1917 i Soviet divennero i veri protagonisti della rivoluzione: il II° Congresso panrusso dei Soviet si proclamò depositario del potere statale e approvò i decreti sulla pace e sulla terra redatti da Lenin.
I Bolscevichi ed i rivoluzionari socialisti di sinistra ottennero una maggioranza nelle sedi dei congressi dei Soviet e formarono un governo di coalizione che durò fino al 1918.
I Soviet costituirono la gerarchia del nuovo ordinamento statale: dai Soviet di quartiere, dei villaggi, delle città, delle province e delle regioni (eletti dai cittadini), collegati al vertice nel Comitato Esecutivo Provvisorio(CEP), poi Comitato Centrale esecutivo dei Soviet, a quelli delle repubbliche, fino al Soviet Supremo (creato nel dicembre 1922), il massimo organo dell'Urss, costituito da due camere elettive (Soviet dell'Unione e Soviet delle Nazionalità) cui spettavano il potere legislativo e l'elezione del praesidium, del consiglio dei ministri, della corte suprema e del procuratore generale.
“All’inizio, i Soviet erano i comitati di sciopero che si formavano durante questi scioperi spontanei. Anton PannekoekScoppiavano all’improvviso nelle grandi industrie, si estendevano da una fabbrica all’altra, raggiungevano rapidamente tutta una città, vaste regioni, e qualche volta l’intero paese: era quindi essenziale avere dei mezzi di comunicazione reciproca. Nelle fabbriche, i lavoratori tenevano continuamente delle riunioni. (…) Allora dei delegati venivano inviati alle altre fabbriche (…) Ma c’era una differenza fra i soviet ed i normali comitati di sciopero: la posta in gioco era questa volta di gran lunga superiore. Il problema era quello di spezzare la pressione insopportabile del dispotismo governativo, ed ognuno capiva che attraverso l’azione dei soviet la società intera sarebbe stata trasformata. Venivano discussi non soltanto quei problemi che riguardavano il lavoro di fabbrica, ma ogni altro problema politico e sociale. Su ogni cosa doveva essere presa una decisione, ed erano i soviet che, da soli, dovevano trovare la strada giusta per risolvere tutti i diversi problemi. (…) Quando l’intera vita sociale veniva in questo modo bloccata, quando il movimento di sciopero si impadroniva di tutta la città o di tutto il paese, i soviet si trovavano di fronte a nuovi compiti. Dovevano organizzare l’intera vita pubblica, controllare l’ordine e la sicurezza, curare i servizi indispensabili: diventavano così, di fatto, una specie di governo, dal momento che le loro decisioni erano seguite dagli operai” (Anton Pannekoek [1873-1960], socialista e astronomo olandese).
Il termine fu usato anche fuori dell'Unione Sovietica da alcuni movimenti marxisti-leninisti, come i rivoluzionari del partito comunista in Cina che auspicavano una “Repubblica sovietica cinese". I Soviet caddero gradualmente sotto il controllo del PCUS, che se ne servì quali organismi per la gestione del potere e l'organizzazione dello stato socialista.
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