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Il sito della rivoluzione d'Ottobre


L'arte nella Russia rivoluzionaria

V.Kandinsky. Akhtyrka (1917) Fin dai primi anni del ventesimo secolo si erano succeduti in Russia movimenti che consideravano superate le forme espressive del passato. Artisti come Matjushin, Filonov, Kandinskij e Larionov avevano iniziato ad allontanarsi dai canoni accademici. Oltre alle scenografie teatrali ed all'approfondimento dei rapporti tra immagine e letteratura, la ricerca dei maestri delle avanguardie condizionata dalle scoperte scientifiche e dallo sviluppo tecnologico fu rivolta alla sperimentazione ed alle possibili trasformazioni di nuovi materiali come il legno, il ferro, i tessuti e la ceramica. E' fonte di meraviglia osservare come quel paese primitivo, contadino, poverissimo abbia saputo divenire in quegli anni fatali un luogo ove le avanguardie hanno trovato il terreno propizio per esprimere tutta la loro forza d'urto radicale.
M Chagal. Passeggiata (1917) La Rivoluzione d'Ottobre segna una svolta per l'arte russa. Molti artisti aderirono con fervore agli ideali rivoluzionari e tra il 1920 ed il 1930 venne formulandosi la cosiddetta teoria del realismo socialista che si pose come metodo di base per un arte profondamente permeata di responsabilità sociale.
Secondo il nuovo ordine, l'arte doveva essere del e per il proletariato, l'immagine doveva basarsi su una vena eroica ed emozionale, non fuorviata da pregiudizi borghesi, e non configurare altre realtà o invenzioni al di fuori del materialismo dialettico. L'arte del proletariato scrisse Nikolaj Punin, direttore dell'influente organo di sinistra Arte della Comunità, non è un santuario dove le opere vengono oziosamente ammirate, ma è il lavoro nell'officina da cui escono nuovi prodotti artistici. Il semplice linguaggio pittorico accessibile alle masse assicurò un ampio successo agli artisti che vi aderirono, i quali elaborarono nuove rappresentazioni tematiche del proprio tempo. I soggetti divennero la narrazione epica della realtà: i contadini, gli studenti, le donne, gli eroi del lavoro, i soldati dell'armata rossa.
Tatlin (1885-1956) fu l'iniziatore con Rodcenko (1891-1956) del movimento detto Costruttivismo che affermava di rifiutare l'arte borghese e individuava il progetto di un nuovo linguaggio nelle proposte della tecnologia e della meccanica industriale. Nell'ambito del movimento costruttivista si collocano il Manifesto realista (1920) di Gabo e Pevsner e le tesi produttivistiche espresse da Vesnin, Rodcenko e Stephsnova.
Tatlin. Torre Tatlin volle esprimere la grandezza di quel momento storico e l'ansia di costruire un'arte nuova per una nuova società nel modello (mai realizzato) del Monumento alla terza Internazionale, una architettura-scultura costituita da una spirale in ferro chiusa da una parete di vetro che si sarebbe dovuta sviluppare per una altezza di quattrocento metri e che se realizzato sarebbe divenuto il primo monumento astratto dell'epoca moderna.
Nel 1922 fu fondata l'Associazione delle Arti della Russia Rivoluzionaria (AKHRR) che divenne in breve tempo l'organizzazione più celebre e numerosa. Nel 1923 i fratelli Vesnin progettarono il Palazzo del Lavoro, un volume fatto di scarni tralicci metallici, primo tentativo di esprimere la nuova dimensione sociale in una forma nuova, nel 1924 gli edifici del giornale Pravda di Leningrado, in cemento armato, ferro e vetro. Nel 1925 Mel'nikov progettò il padiglione sovietico all'esposizione di Parigi un rettangolo a struttura lignea tagliato diagonalmente da una scala.
Smonly. Lenin parla a soldati e lavoratori. Ben presto però il partito spense gli splendori delle avanguardie, imponendo agli artisti di seguire senza riserve le nuove direttive e svolgere diligentemente i nuovi compiti che venivano loro affidati, se non volevano correre il rischio di essere deportati in Siberia o di essere rinchiusi nei manicomi. Per ordine del regime, furono troncati i legami che collegavano gli ultimi movimenti delle avanguardie all'arte ed alla cultura europee. Oltre all'occultamento dei capolavori dell'arte occidentale furono fatti sparire i lavori degli innovatori non in sintonia con la nuova ortodossia. Solo chi aveva scelto la via dell'esilio come Gabo e Peysner o come Chagall e Kandinsky poté continuare le proprie esperienze mentre chi era rimasto in Russia dovette adeguarsi ad esaltare i trionfi rivoluzionari.